Domattina tra le 10 e le 12 di qui - tra le 11 e le 13 italiane - mandatemi tanti pensieri positivi.
29
2007
A questo posto ancora non ci credo (edizione "Geek Girls’ Paradise").
Su Cosmopolitan (Cosmopolitan!) si dà per scontato che David Tennant sia un fanciullo per cui provare sdilinquimenti d’ogni sorta.
(A me è bastato come si toglie la cravatta per far colpo su Martha Jones per dichiararmi persa.)
29
2007
Il mio nome
è Doonesbury. Alex Doonesbury.
(Magari. Non sono nemmeno così intelligente. Come si vedrà dai miei esami. Che mi porteranno a non combinare un cavolo nella vita. E sarà tutta colpa mia.) (continua ad lib.)
25
2007
Gli altri non esistono.
In qualunque Paese civile, nessun politico meno che estremista vorrebbe essere visto insieme a un prelato che dichiara che il Paese è (o deve essere) unito dall’avere tutti la stessa religione - incidentalmente, quella di cui lui è capo.
(Il prossimo italiano che mi dice “ah, ma in Inghilterra i musssssssulmani sono tutti integralisti e vogliono prendere il potere e fare uno Stato islamico”, gli rido in faccia. Posso?)
23
2007
Teologia in cucina.
Partendo da un racconto che ci ha fatto il Mastroviti (i fondamentalisti cristiani ai vertici della Fox cancellano le serie di fantascienza perché blasfeme: il Secondo Avvento di Cristo sarà tra qualche mese), il marito si lancia in una tirata - letteralmente - apocalittica.
RdM: Beh, io ci credo*.
Zef: Se ha buon senso, ne ha avuto abbastanza del mondo. Col cavolo che torna.
RdM: Se c’è una cosa che si intuisce dai Vangeli, è che di buon senso non ne ha così tanto.
Zef: Se tu non credessi in Dio, saresti atea.
RdM: Ma che ho detto? Ho detto che ho letto i Vangeli!
*Ci credo davvero, che tornerà. Ma non credo che sarà tra qualche mese. Non credo si possa sapere quando - anzi, credo sia al limite della blasfemia fare di questi conti.
17
2007
O|mo|fo|bì|a, n, f.s.: Scarsa sicurezza della propria eterosessualità.
Una battuta facile facile letta su una cartolina e un po’ di rassegna stampa e blog pochissimo divertente per la Giornata Mondiale Contro l’Omofobia.
Iniziamo dalla notizia più agghiacciante: il presidente di Arcigay Milano viene minacciato e malmenato mentre è in una pizzeria milanese. Nessuno fa nulla, la polizia arriva con calma. Ovviamente, niente scorta: non è un prelato, è solo un gay.
A mo’ di colonna sonora, due articoli di Avvenire. Il primo è “noi vogliamo bene agli omosessuali, li perdoniamo; perché continuano a pretendere uguali diritti e dignità?”. Il secondo è una rielaborazione della cara, vecchia “lobby gay potentissima che impone l’omosessualità a tutti”: mancano giusto massoni ed ebrei, ma non manca un momento surreale “noi non siamo omofobi. Non perché non lo siamo”…
Segue un angolo informativo: Bugie testamentarie da Metilparaben. Per i vostri dibattiti su DiCo, PaCS e matrimonio per tutti.
In chiusura, finalmente, qualcosa di positivo - e uso il termine nel senso più ampio: Giovanni Franzoni parte dal Family Day e spazia tra Vangelo e politica in uno splendido articolo di Riforma.
Sperando si stia meglio l’anno prossimo.
16
2007
Siamo tutti Hohenstaufen.
Il nichilismo, a dirla tutta, non è proprio il mio genere. A parte occasionali crisi depressive, ma quelle direi che non contano. Il relativismo, in compenso, mi sta simpatico: mi sembra molto meglio dell’assolutismo, soprattutto di matrice teocratica. E quindi, aborto e eutanasia li vorrei liberi - e non intenderei praticarli su di me. Penso che l’idea di “qualità della vita” abbia senso, che sia anche utile per aiutare chi è svantaggiato: ché “tutto va bene, Madama la Marchesa” è il modo migliore per continuare a far stare bene quelli che stanno bene, e gli altri se va bene non ci sono, e se va male stan lì a soffrire per offrire quadretti edificanti - ma mai sono persone con diritti.
Segue: arroganza e violenza: diamine, sono un essere umano. Ma non ho mai fatto guerre, e trovo il terrorismo ributtante. Poi: “delimitano gli spazi del riconoscimento dell’altro e chiudono l’accoglienza verso chi è diverso per etnia, cultura e religione, mantenendo situazioni e strutture di ingiustizia sociale“. Diamine, non avrei potuto dirlo meglio. Ma forse non parliamo delle stesse persone.
E poi ancora: “la verità della dualità sessuale” mi sfugge - e mi sfugge da prima che capissi di essere bisessuale, da prima che sapessi cosa sia il sesso: da quando avevo sette anni e turbavo le maestre raccontando come mio papà facesse la spesa e mia mamma rimettesse a posto l’impianto elettrico di casa. La “libertà di autodeterminazione di sé” mi sembra che sia uno degli elementari diritti umani. E, infine, il matrimonio: io sono donna e bisessuale, e il mio marito l’avrei sposato che fosse maschio o femmina, e chiunque provi a toccarmi lui o il nostro matrimonio lo stronco alle ginocchia prima e alle gonadi poi. (Ehi, l’ho detto, non escludo di essere violenta.)
C’è altro? No, non pare.
E così ho capito perché mi piacciono i capelli rossi.
(Grazie a Farfi per aver suggerito un grande titolo.)
14
2007
Figli.
Mark di Tom ha l’argomento definitivo, se non a favore del dare figli ai gay[*], contro il darne indiscriminatamente agli etero.
[*] Che poi i gay i figli li abbiano o se li prendano (soprattutto le lesbiche, per ovvi motivi), leggi o non leggi, è un’altra e serissima questione.
14
2007
Cinque motivi
per tenere un blog - via Babsi Jones.
- E’ qualcosa di gratuito. Non è un lavoro, non è un dovere. Anche se mettete le publicità, penso vi venga in tasca più o meno quanto a fare una collana e venderla a un’amica in cambio di una torta. La libertà che ne deriva è estremamente empowering.
- Per le persone che incontri. D’accordo, io sono un caso estremo, ho incontrato mio marito. Ma se penso alla varietà delle esperienze dei commentatori di questo blog, o dei blog che leggo - posso contare cuochi, architetti che fanno altro, matematici, informatici, filosofi, economisti, fotografi, professori, scrittori, traduttori, italianisti, giornalisti, critici cinematografici e sto dimenticando sicuramente qualcuno (segnalate nei commenti, grazie).
- Per coltivare passioni, e scoprirne. Per scrivere (o commentare - e qui ci si lega al punto 2) un post puoi finire a leggerti il Codice Civile. Se non ci credete, guardate i commenti qui.
- Per imparare. Impari a scrivere un po’ di più, finalmente libero (vedi punto 1) dai temi scolastici ma anche legato a una scrittura “pubblica” e “periodica”, che ti obbliga a un rigore anche superiore a quello dei famigerati “temi liberi” - ad esempio, impari che citare le fonti non è un optional. Inizi a imparare a domare un computer. E - di nuovo - impari cose che mai avresti pensato (ma amagari avresti sempre voluto) sul mondo, attingendo alla conoscenza di chi ti sta intorno (vedi punto 2) o a quella che ti costruisci per te (punto 3).
- La delicata miscela di pubblico e privato che si realizza in un blog. C’è qualcosa del salotto settecentesco: se penso al corteggiamento con mio marito, M.me de Merteuil sarebbe orgogliosa di me; ma anche lo scambio di conoscenze di cui al punto 4 è profondamente illuminista (l’Abate Nollet oggi terrebbe un aggregatore, no? E D’Alembert impazzirebbe per wikipedia…). E ovviamente qualcosa di profondamente ultra-moderno, come la disponibilità immediata di una vasta mole di informazioni.
(Cadavrexquis nota anche: “per conservare la memoria”. Quanto ha ragione.)
La palla passa a ComidaDeMama, .mau., TheRatRace (quando tornano), AnelliDiFumo, Aelred, LaPiccolaCuoca - e al mio pluricitato marito.
12
2007
Ed è meglio che non pensi a quanto sono indietro con gli altri esami.
Le perfect hash function mi fanno sentire come se mi avesse investito un TIR di Lexotan.