Jun
29
2008
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Il polo positivo.

Sfornati un pane e otto panini, chiacchierato in due lingue, passate quasi quattro ore sui mezzi pubblici diurni e notturni di Londra, risistemata casa compreso il bucato (meno i golf), mangiato come un lupo, organizzata la giornata di domani che sarà piuttosto intensa.

Sono sedici ore che trotto, e non sono quasi stanca.

(Il giorno dopo le crisi rimbalzo sempre. L’avevo detto che ne uscivo in fretta.)

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Jun
27
2008
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Il polo negativo.

Sto impegnandomi con tutta me stessa a restare sul divano.

Dovrei risistemare casa, sfornare due pani per domani sera, studiare un po’.

Non lo sto facendo. Mi consolo pensando che sono vestita - con gli abiti da casa, ma almeno non in pigiama. Che ho mangiato uno yogurt greco con una banana e due cucchiaiate di sciroppo d’acero, e l’ho tenuto nello stomaco. Per inciso: era buono, per quel che il mio senso del gusto riusciva a dire. Poi sono riuscita a vedere un’ora senza interruzione di una caciaronata in cui però David Tennant è bòno come una Sachertorte - no, meglio non pensare troppo al cibo, dice il mio stomaco. Ho fatto due telefonate senza avere attacchi di mutismo, e ho addirittura riso quando mia madre mi ha raccontato del soprannome che aveva un suo studente. Sono convinta che domani sera mi divertirò molto.

Nulla di questo è stato banale, e ora sono esausta.

So benissimo che questa non sono io - se non altro perché il cibo e il mio senso del gusto sono due forze pressoché inarrestabili da queste parti.

So benissimo che non è colpa mia, so benissimo di star facendo del mio meglio per seguire tutte le strategie che ho trovato e che mi sono state consigliate per evitare il peggio.

Dove il peggio è - no, lasciamo stare. Per dirne una, nel peggio io non so più leggere, ed è l’ultimo dei miei problemi.

Eppure mi sento in colpa.

Anche se so che probabilmente è solo un ennesimo sintomo.

(Poi passa, tranquilli. E sto diventando bravina a farlo passare in fretta.)

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Jun
26
2008
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The Beast with a Billion Backs.

La sempre meravigliosa visione cupissima della vita, dell’universo e di tutto quanto - amore in primis. La battuta sui grad student - a cui ho dovuto fermare, o le risate mi avrebbero coperto il film. La dimostrazione elementare della congettura di Goldbach (e, per inciso, che diamine era quella condizione necessaria e sufficiente di teoria dei grafi? Sembrava roba genuina, e probabilmente lo era…). Turanga Leela, la scettica. Come tutto il film possa essere un apologo sull’impossibilità della santità. Un solido tridimensionale circondato da una tassellatura di esagoni (che sembrano proprio regolari). Stephen Hawking (as himself) che non sapeva di saperlo fare. Bender Bending Rodriguez e Philip J. Fry. La citazione da Flatland (la donna-linea). La maglietta con notazione scientifica.

Insomma, un’altro delizioso capitolo della serie di fantascienza più imbarazzantemente intelligente in circolazione.

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Jun
26
2008
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Non è nella loro cultura.

A Cuba hanno cancellato il Pride. Aspetto che il Manifesto di domani imploda (mi spiacerebbe, in fondo). Ma anche no: mi basta quel mio amico che disse “i gay non sono nella loro cultura, sono manovrati da Miami”.

“Non sono nella cultura del Paese” è anche il motivo con cui Mussolini giustificò l’assenza di leggi dirette espressamente contro gli omosessuali. Il Duce: non una compagnia in cui vorrei farmi vedere in società.

E i danni della difesa ad oltranza della “cultura primigenia del popolo” ritornano questo editoriale del Guardian che ribadisce, ancora una volta, quanto sia difficile - fisicamente pericoloso, anche - essere una donna di una minoranza etnica nella Londra in cui si parla ai leader (maschi) delle comunità e più che ai cittadini.

(E, Maurizio, no: non me ne importa nulla se Raul Castro si dice che. I vizietti del Lìder non sono i diritti dei cittadini.)

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Jun
25
2008
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(Ieri pomeriggio.)

“I sintomi che descrivi sono quelli classici, solo che i tempi in cui si presentano sono molto più rapidi del normale. E non ho mai visto un caso in cui ci fosse anche quell’altro accidente.” “Vuol dire che la diagnosi è sbagliata?” “No, probabilmente sei solo un caso atipico.”

Come sempre, sono una donna originale. Peccato che ci voglia una laurea in medicina per apprezzarlo fino in fondo.

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Jun
24
2008
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Patrick Stewart interpreta Claudio e il fantasma. Ho la vaga impressione che questa sarà una delle volte in cui Amleto vorrà farsi la mamma. Sopravviveremo?

Sopravviveremo.

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Jun
24
2008
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Sinistra.

Diderot su Giornalettismo, via TBuraku. E a proposito dello stato della sinistra italiana anche Mr Mastroviti ha qualche osservazione concisa ma pregnante.

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Jun
22
2008
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Turn Left.

Mi colpisce sempre come la fantascienza inglese* sia ossessionata dall’avvento di uno Stato fascista - che ovviamente inizia quando le strade vengono pattugliate da gente armata.

(Grande puntata al femminile, per inciso, che conferma la legge per cui la qualità degli episodi del Dottore cresce andando avanti nella stagione.)

* Non che ne sappia tanto di fantascienza, eh. Ma: per quel che ho visto, tra libri e fumetti, eccetera. A proposito, consigli di lettura son sempre ben accetti, ché quel che ho visto finora mi piace assai.

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Jun
19
2008
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Una cena per dodici al Café Anglais.

In questo mondo tutto è possibile, ma pare proprio mi sia impossibile vedere Il pranzo di Babette senza piangere come una fontana.

(Se non l’avete mai visto, filate ad affittare o comprare il DVD.)

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Jun
18
2008
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Viene dalla stessa universita’ di Giuseppe Peano, e non riesce a fare un discorso logico neanche a pagarlo.

Uriel fa a pezzetti Odifreddi. E’ lungo, ma vale tutta la lettura.

(E dire che io mi ricordo di un periodo in cui Piergiorgio Odifreddi era un divulgatore più che degno: sono la sola - o forse ero io giovane e ingenua? Il declino iniziò con il suo passaggio - manco a dirlo - a Repubblica…)

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Jun
17
2008
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Tapiri urlanti (come dice il marito).

Visto che alcune delle medicine che prendo possono dare aumento di peso, e considerato che mangiare mi piace tanto quanto restare in salute, da un mese a questa parte sto andando in palestra. Non mi dispiace nemmeno, con mio immenso stupore.

Non riesco a capacitarmi del tutto, in compenso, del fatto che i rulli del tapis roulant su cui cammino spedita (sempre con un pensiero a CJ Cregg) siano prodotti dall’azienda per cui lavora mio suocero.

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