Qualche tempo fa mi lamentavo di dormire troppo.
Poi la cosa è passata.
Poi ho iniziato ad avere incubi in technicolor (citazione, vediamo chi la riconosce).
Da lì a dormire troppo poco è un passo; e gli altri sintomi della cara, vecchia, depressione hanno deciso di non mancare al party.
Se tre settimane fa facevo tutta arzilla da London Bridge a Bank in cinque minuti giusto per allungare la strada, oggi da London Bridge a Monument (per chi non è pratico della zona: un tragitto di circa la metà) ce ne ho messo quasi dieci, continuando a fermarmi per la stanchezza. In ogni momento, a caso, mi posso sentire come se fossi completamente sbronza: e spero che i miei studenti (con cui ho fatto un paio di errori da antologia - ovviamente, sono completamente fuori di zucca) non pensino che io faccia uso di stupefacenti - ci manca giusto quello nel survey sul mio insegnamento. Piango come una fontana - non voglio nemmeno pensare quanto. Leggere: ho fatto fatica a finire il primo volume di The Authority ordinato su Amazon, ed è un fumetto, e l’avevo già letto. (Comunque, Midnighter che dice “I love being me” distruggendo il grattacielo del Cattivone mi ha strappato un sorriso. E ci mancherebbe anche.) Studiare: buona questa. Mi sta anche passando l’appetito - e chi mi conosce sa quanto questo sia improbabile.
Passerà, eh. E rimbalzerò su come un grillo, e mi troverò a fare diecimila cose in una settimana. Come ogni volta che ci ricasco.
Ma - come ogni volta che ci ricasco - posso dire che non ne posso più?
Oppure è più sano rassegnarsi, dirmi che sono così e mi devo abituare?
Quale delle due è la strada per vincere, se c’è una strada per vincere?
(E non dimenticatevi di dirmi se avete riconosciuto la citazione. Su, distraetemi da questa bambagia bigia che mi avvolge la testa. Anche una discussione su quanto siano pucci Apollo e Midnighter mi va bene.)
Eh accidenti, lo so ma non mi viene in mente. Ho dei seri problemi di memoria ultimamente, deve essere la demenza senile
(lo puoi dire che non ne puoi più, mi sembra decisamente più che lecito, direi doveroso).
per “incubi in technicolor” ho trovato una citazione di un famoso esponente culturale. Ho indovinato?
:*!
xlthlx: :*
.mau.: Anche lì citavo. La frase completa è “i tuoi incubi devono essere in technicolor”. Ma con Google non si trova.
certo che puoi dire di non poterne piu’! anche gridarlo a squarciagola, magari, se aiuta… evita le zone piene di italiani come oxford street il sabato pomeriggio, al limite! un abbraccio
Lia:
L’idea di gridarlo a squarciagola mi fa molto “Network”/”Quinto potere” - cfr: http://www.youtube.com/watch?v=dib2-HBsF08