Jun
05
2009

Milano, oh cara/postilla fuoriporta.

Non mi ricordavo il nome qualche tempo fa,ora lo so: Antica trattoria Mirazzano. Vera cucina milanese, con qualche puntata un po’ più a sud (salame d’oca, tipico ingrediente della Lomellina). Lasciate perdere i menu, andate à la carte - soprattutto consiglio cassoeula, cinghiale e oca, ma anche i risotti sono favolosi; la prossima volta che ci capito devo sperimentare il pollo alla diavola. Buon appetito.

(Ah, qualcuno potrebbe dedurre dal menù perché l’affermazione apodittica “la cucina italiana è leggera e povera di grassi” mi fa sempre un po’ ridere. A meno che non venga da un leghista, ovviamente. Ricordo ai presenti in sala che per fare un buon risotto per quattro ci vuole un etto di burro - anche qualcosa di più, a volte - senza contare un brodo di carne serio.)

Written by restodelmondo in: Calderone di post | Tags: ,

6 Comments

  • mfisk says:

    Anche qualcosa di più, concordo.
    Quanto al brodo, dev’essere di carne, ovvio; ma, ammettiamolo, non sempre ciò avviene. Per tali casi ho trovato un onorevole compromesso utilizzando l’estratto di carne Liebig: quello che usava la mia nonna e probabilmente anche la sua nonna.

  • Yossarian says:

    Ohhh il salame d’oca (sospiro languido).

    Scendo in Italia fra un mese. Me la annoto

    Grazie :-)

  • mfisk: C’è sempre anche l’opzione “fai il brodo una domenica che ti gira (tagliare a pezzi tutte quelle verdure scarica la tensione) e surgelalo (i barattoli dello yogurt vanno benissimo - poi li metti in microonde per cinque minuti e il cubone esce pronto da mettere nel pentolino; oppure fai cubetti di brodo denso che funzionano come dadi)”. Comunque sì, anche il Liebig si fa, eccome. :-)

    Yossarian: Guarda, è proprio una delizia. Hanno i formaggi con la mostarda, per dire. E la cassoeula di domenica, con la sua bella cotenna. :P

  • Yossarian says:

    @Restodelmondo: La cassoueula e la mostarda…ohhhhhh! Ci vado, grazie :-)

    Senti, vado OT ma resto in tema meneghino per farti una domanda:

    Mi stavo ascoltando Jannacci (mi piace molto) e in particolare ‘el purtava i scarp de tenis’.
    Fra l’altro la canticchiavo praticamente in dialetto pavese del ‘Burg a bas’, e immagino che tu sappia cosa intendo hehehe, povero Carlo Porta.

    Ora, il pavese e’ molto simile al milanese, anche se ci sono grandi differenze di accento, intonazione e vocaboli (il pavese,a volte, sembra una specie di dialetto francese ). Differenze anche storiche fra l’altro, visto che pur di fare un dispetto all’odiata Milano i pavesi, insieme a Crema, se non erro, si schierarono con Barbarossa e pagarono caro l’errore.
    Comunque, nella canzone c’e’ una sola cosa del meneghino che non riesco a capire, probabilmente perche’ a Pavia si dice in maniera diversa, ossia:

    ‘el gaveva du oc de bun’

    fino a ‘el gaveva du oc’ ci siamo, ma ‘de bun’ cosa vuol dire? Sono anni che me lo chiedo LOL…

    grazie e scusa

  • Yossarian says:

    Oddio, dimenticavo, sempre a proposito di Milano:

    Lo sai che il Cerutti Gino, quello vero che ha ispirato Gaber l’ho conosciuto? Ti assicuro che era davvero un drago, faceva ammazzare dal ridere, sempre con quell’umorismo amaro, surreale e tagliente tipicamente milanese che io amo parecchio e che era tipico di Jannacci e Cochi e Renato (quando facevano ancora ridere) ed e’ ancora quello di Paolo Rossi ( quando non si era ancora bevuto il cervello) e perche’ no anche di Ale e Franz.

  • Non parlo milanese, ahimé - lo capisco solo un po’. D’altra parte la famiglia è milanese solo al più nella generazione di mia mamma (nonno materno lodigiano, nonna materna parmense, madre milanese; padre trentino arrivato in città con la maggiore età). Adesso però chiedo alla genitrice - ai tempi dei miei nonni si parlava quello, anche se erano “immigrati”, quindi lei lo sa abbastanza bene.

    La rivalità Pavia-Milano è epica. Peggio di Pavia-Lodi.

    I “gradi di separazione” sono una cosa incredibile. :-)

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