Non mi ricordavo il nome qualche tempo fa,ora lo so: Antica trattoria Mirazzano. Vera cucina milanese, con qualche puntata un po’ più a sud (salame d’oca, tipico ingrediente della Lomellina). Lasciate perdere i menu, andate à la carte - soprattutto consiglio cassoeula, cinghiale e oca, ma anche i risotti sono favolosi; la prossima volta che ci capito devo sperimentare il pollo alla diavola. Buon appetito.
(Ah, qualcuno potrebbe dedurre dal menù perché l’affermazione apodittica “la cucina italiana è leggera e povera di grassi” mi fa sempre un po’ ridere. A meno che non venga da un leghista, ovviamente. Ricordo ai presenti in sala che per fare un buon risotto per quattro ci vuole un etto di burro - anche qualcosa di più, a volte - senza contare un brodo di carne serio.)
Anche qualcosa di più, concordo.
Quanto al brodo, dev’essere di carne, ovvio; ma, ammettiamolo, non sempre ciò avviene. Per tali casi ho trovato un onorevole compromesso utilizzando l’estratto di carne Liebig: quello che usava la mia nonna e probabilmente anche la sua nonna.
Ohhh il salame d’oca (sospiro languido).
Scendo in Italia fra un mese. Me la annoto
Grazie
mfisk: C’è sempre anche l’opzione “fai il brodo una domenica che ti gira (tagliare a pezzi tutte quelle verdure scarica la tensione) e surgelalo (i barattoli dello yogurt vanno benissimo - poi li metti in microonde per cinque minuti e il cubone esce pronto da mettere nel pentolino; oppure fai cubetti di brodo denso che funzionano come dadi)”. Comunque sì, anche il Liebig si fa, eccome.
Yossarian: Guarda, è proprio una delizia. Hanno i formaggi con la mostarda, per dire. E la cassoeula di domenica, con la sua bella cotenna.
@Restodelmondo: La cassoueula e la mostarda…ohhhhhh! Ci vado, grazie
Senti, vado OT ma resto in tema meneghino per farti una domanda:
Mi stavo ascoltando Jannacci (mi piace molto) e in particolare ‘el purtava i scarp de tenis’.
Fra l’altro la canticchiavo praticamente in dialetto pavese del ‘Burg a bas’, e immagino che tu sappia cosa intendo hehehe, povero Carlo Porta.
Ora, il pavese e’ molto simile al milanese, anche se ci sono grandi differenze di accento, intonazione e vocaboli (il pavese,a volte, sembra una specie di dialetto francese ). Differenze anche storiche fra l’altro, visto che pur di fare un dispetto all’odiata Milano i pavesi, insieme a Crema, se non erro, si schierarono con Barbarossa e pagarono caro l’errore.
Comunque, nella canzone c’e’ una sola cosa del meneghino che non riesco a capire, probabilmente perche’ a Pavia si dice in maniera diversa, ossia:
‘el gaveva du oc de bun’
fino a ‘el gaveva du oc’ ci siamo, ma ‘de bun’ cosa vuol dire? Sono anni che me lo chiedo LOL…
grazie e scusa
Oddio, dimenticavo, sempre a proposito di Milano:
Lo sai che il Cerutti Gino, quello vero che ha ispirato Gaber l’ho conosciuto? Ti assicuro che era davvero un drago, faceva ammazzare dal ridere, sempre con quell’umorismo amaro, surreale e tagliente tipicamente milanese che io amo parecchio e che era tipico di Jannacci e Cochi e Renato (quando facevano ancora ridere) ed e’ ancora quello di Paolo Rossi ( quando non si era ancora bevuto il cervello) e perche’ no anche di Ale e Franz.
Non parlo milanese, ahimé - lo capisco solo un po’. D’altra parte la famiglia è milanese solo al più nella generazione di mia mamma (nonno materno lodigiano, nonna materna parmense, madre milanese; padre trentino arrivato in città con la maggiore età). Adesso però chiedo alla genitrice - ai tempi dei miei nonni si parlava quello, anche se erano “immigrati”, quindi lei lo sa abbastanza bene.
La rivalità Pavia-Milano è epica. Peggio di Pavia-Lodi.
I “gradi di separazione” sono una cosa incredibile.