Jul
27
2009
8

Dos and Don’ts.

Il mood positivo ha retto fino a oggi. Un record di durata per il suddetto mood positivo-normale; il suo fratello mood depresso ha per contro la tendenza a installarsi in casa per tempi lunghi (con punte di mesi), ma su questo ci lavoreremo.

Comunque, anche se oggi ero troppo giù per fare una spesa online1 senza rischiare di spendere ottanta sterline in chevda perché whatever, ho tratto dalla mia esperienza alcune utili lezioni.

  1. Fatti un caffé o un té la mattina. Anzi, fattene anche due. Sopra i tre potresti iniziare ad arrampicarti sul soffitto (il che di solito prelude a un crollo), quindi fermati lì. Ma: fatti una tazza di fitoterapico stimolante da banco del Costcutter.
  2. Il Virgin Mary è una panacea, anche se non rimpiazza la caffeina del punto 1. Soprattutto se bello piccante - Tabasco e horseradish. Tieni sempre del succo di pomodoro in casa.
  3. No, quella confezione di pork scratchings non ti tirerà su di morale. Più che altro ti tirerà giù lo stomaco. Son buoni, ma tienili per quando sei su.
  4. La funzione random page di Wikipedia, per ovvio corollario alla Legge di Murphy, ti porterà in tutte le pagine più deprimenti dell’universo. Inoltre ci passerai almeno mezz’ora. Evita. Trovati qualcos’altro. MA:
  5. NON, ripeto, NON mettere su il DVD di C’era una volta in America con l’idea “almeno colmo un’imperdonabile lacuna nella mia cultura cinematografica”.

Sì, sono una pisquana (anche perché sapevo la trama, da brava cinefila; e sapevo quanto Leone mi faccia star male dalla bellezza).

Beh, almeno per il prossimo swing sono preparata, almeno in teoria.

(E ricorda sempre: lo sai che la sera andrà meglio. Tieni duro.)

  1. una delle mie misure oggettive del mio stato di funzionalità nel mondo. Subito sopra ci sono: fare la lavatrice, cucinare senza tagliarsi e rimettere a posto la cucina senza far cadere i bicchieri. []
Jul
23
2009
3

Blasé.

Oggi, risonanza magnetica - nulla di grave, un controllo per un’anca che rompe le scatole da qualche mese.

Mi hanno messo le cuffie con la musica - molto late ’90s/early ’00s. Pareva la festa del Collegio, insomma1.

C’era il martellare della macchina - non ti mettono le cuffie per nulla.

Io mi sono addormentata come un sasso.

Muovermi non mi son mossa, dato che me l’avevano preventivamente impedito legandomi come un salame.

Spero di non aver russato.

  1. c’era anche Anastacia, Lia. I’m Outta Love. []
Jul
21
2009
6

Bleeeaaarggh / Il ritorno.

Un’altra gastroenterite.

Incubi tutta notte.

Ian McKellen mi diceva che dovevo rifare la maturità.

Davvero.

Ian McKellen mi diceva che dovevo rifare la maturità.

C’era pure un naufragio. E l’amica di famiglia generalessa prussiana (a casa della quale andammo la sera del mio orale di maturità, parcheggiando nella via che si chiama come il poeta che mi avevano chiesto quella mattina1).

In realtà credo sia uno dei miei casi di inconscio a presa rapida. Che di solito è un ottimo segno.

Tornando al mio apparato digerente, ora mi aspettano meno di 24 ore di dieta liquida (al più provo lo yogurt) e conseguente rimbambimento, seguiti da due giorni di uscita dal tunnel. Per il weekend dovrei esserne fuori.

Il marito mi ha introdotto a True Blood per passare il tempo, ben sapendo che l’accento del Sud degli Stati Uniti è una delle cose che mi fa sdilinquire nelle ginocchia.

Seguiranno discussioni su quanto sono dimagrita.

Si recupererà con una cena da Bodean’s.

  1. Ausonio. []
Jul
19
2009
5

(diciamolo piano)

Pare che le cose non vadano male.

Se regge anche settimana prossima, posso dire che non vadano affatto male.

Certo: vuol anche dire che sono più imprevedibili di quanto pensassi. Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni il tuo figlio di calcolo - e tutto questo genere di cose.

Ma ci può stare.

Addirittura, potrebbe anche essere meglio così.

Forse.

E comunque, non ho scelta - no?

(Restano una serie di questioni irrisolte, tipo “chi sono e che ci faccio”. Ma forse sono domande oziose, meglio ignorarle a favore del “che diamine scrivo in quella domanda”1.)

  1. btw: ancora grazie dei consigli, Claudio. []
Jul
17
2009
6

Le nuove avventure della fangirl.

Il marito mi ha avvertito alle 10, quindi ero lì alle 11. Gli ultimi ad avere il posto per entrare nella coda erano lì dalle 6.

Sono comunque rimasta a fare due foto.

Cose che ho scoperto:

  1. effettivamente, John Barrowman non è fotogenico;
  2. e Gareth David-Lloyd lo è ancor meno, anche se ovviamente non arriva ai livelli di Barrowman;
  3. Eve Myles è - life imitating art, and all that jazz - incinta;
  4. è probabilmente più dura entrare nella sede dei servizi segreti a parlare con un’ambasciatore alieno che non in una coda di HMV: security gentilissima e inflessibile;
  5. fare la coda con un postino inglese padre di tre gemelle, una scozzese con i capelli viola e una figlia, e un signore compito dall’accento londinese è un’attività interessante di per sé;
  6. i fan duri e puri di Torchwood, quelli che stanno lì dalle 6 di mattina, tick every demographic box;
  7. Eve Myles e Gareth David-Lloyd non facevano autografi a quelli che non erano nella coda ma erano rimasti comunque in attesa tre ore speranzosi, come da istruzioni - ma salutavano con tutto il calore del vero attore professionista;
  8. John Barrowman, animale di scena in grado sommo, se n’è infischiato delle istruzioni. Ho la sua firma sul nostro dvd, insomma.

La degna conclusione di una settimana lunga ma proficua.

Jul
11
2009
4

Sempre più moglie orgogliosa.

Il marito è finito sul giornale, alle Canarie.

Oh, non è il più bello della foto? Ovviamente per me è il più bello del mondo intero, ma essendo sua moglie potrei avere un leggero bias.

Oh, non è il più bello della foto? Ovviamente per me è il più bello del mondo intero, ma essendo sua moglie potrei avere un leggero bias.

Jul
10
2009
12

Stasera tendo a pensare che la fantascienza inglese sia il genere più cupo della storia della narrazione.

Tendo anche a pensare che mi piaccia tantissimo.

Insomma [hic sunt spoiler]: Torchwood: Children of Earth è finito. Malissimo. Gli eroi lasciano intorno a sé la distruzione e l’infelicità, anche e soprattutto di quanto hanno di più caro. Gli everyman quando va bene conservano la dignità - se ce l’hanno, quel poco che hanno - ma non possono far nulla o quasi; quando va male sono strumenti infernali nelle mani del Potere. E per un malvagio che paga c’è qualcuno altrettanto spietato pronto a prenderne il posto. Non c’è via di scampo, insomma - al più la fuga, o il minimo raggio di sole inaspettato e imprevisto, che pure viene accompagnato dal terrore di far nascere un altro essere umano in questo paesaggio desolato.

Bellissimo, comunque. Persino John Barrowman recitava più che usare il suo solito far lo splendido (non che ci si lamenti, beninteso: anche John Barrowman in bretelle e cappotto della RAF che legge le pagine gialle secondo me venderebbe più di qualche biglietto): ovviamente manda un paio di occhiate delle sue: ma sono tragiche o lo diventano, questa volta.

Adesso vogliamo la quarta stagione. Anche se sarà difficilissimo eguagliare qualcosa come questo.

Jul
10
2009
3

Cose che ho imparato oggi.

L’inventore della mammografia sarà anche un benefattore dell’umanità, ma è un sadico comunque.

Per chi non lo sapesse: mammografia vuol dire stare con l’asse dato dalla tua schiena a dieci gradi dalla normale al pavimento, abbracciate a una macchina in cui una parte ti tende a venire nell’occhio mentre una tua tetta è schiacciata tra due ripiani della macchina stessa. Schiacciata tanto. Ripetere due volte ciascuno per tutti i seni disponibili.

Se poi contate che il seno che mi dà fastidio è anche quello dove ho la cicatrice del portacath, abbiamo fatto filotto.

Comunque: tutto a posto! Lo sapevo, eh. Ma fa sempre piacere sentirselo dire.

(E di nuovo complimenti all’efficienza del Guy’s. In meno di tre settimane hanno fatto tutto.)

Uscita dall’ospedale, Kappacasein. Cinque sterline di formaggio fondente e cipolla e pane francese di lusso - colazione, pranzo e merenda. La raclette è anche meglio. Mangiato oziando sulla South Bank guardando St. Paul’s. Amo vivere in questa città.

(Nel pomeriggio, invece, ortopedico a Bromley, al Princess Royal. Anche quello un bel tipo scrupoloso - non si è fidato del fatto che il male è quasi passato, ho una risonanza nel mio futuro; e con un’infermiera che mi ha svegliato molto gentilmente dal sonno che mi era preso in sala d’attesa - ero arrivata un’ora in anticipo, mi hanno visto dopo mezz’ora.)

Jul
10
2009
6

L’angolo della fangirl.

[Cerco di evitare spoiler, ma non so quanto ci riesco.]

Mia mamma in vacanza in Scozia è definitivamente entrata nel tunnel di Torchwood (quale terra più adatta per farlo, eccetera).

E mi ha comunicato la notizia mentre ero in treno di ritorno dalla Tosca (carina, ma nulla di più). Dove la notizia è il finale della puntata di oggi.

Arrivata a casa ho controllato la trama su wikipedia, magari si era sbagliata di personaggio. Non ci credevo, vado al finale sull’iPlayer della BBC, magari hanno scritto una cavolata.

Non si era sbagliata, non avevano scritto una cavolata.

Ora: o la cosa si rovescia con qualche MacGuffin, o Russell T Davies è un davvero grande narratore - e come spesso capita ai grandi narratori, un sadico di prima categoria.

(Alla penultima puntata, cazzo. Un colpo così. Stronzo. Non può essere. Voglio il MacGuffin. Lo so, ci sta tutto nel plot e nel tono della serie, e dopo il finale della seconda stagione non dovrebbe sconvolgerci nulla, e poi c’è la regola che - pesanti spoiler nella nota1. Ma no, cazzo. Proprio lui. Non possono farmelo. Non possono farcelo. L’amore deve trionfare, almeno tra gli agenti speciali di Cardiff.)

Ok, vado a vedere tutta la puntata con il fazzoletto a portata di mano.

Sigh.

(Un MacGuffin! Il mio regno per un MacGuffin!)

Aggiornamento. Puntata vista. Non vedo alcuno spazio per un MacGuffin, né dal punto di vista della storia né da quello dello stile. Dovevo saperlo: fantascienza inglese, il genere più pessimista della galassia.

Puntata splendida, però. Il colpo di scena di chi-dice-cosa durante la discussione tra i ministri mi ha lasciato basita (bonus-fandom per la presenza di Nick “tutti i cattivi del Dottore” Briggs).

  1. l’eroe non si sposa. No, nemmeno una civil partnership. E se andavamo avanti così dovevano mettersi l’anello al dito. Quindi buona notte dolce admin, e cori di alieni ti conducano cantando al tuo riposo. []
Jul
08
2009
3

Ho un momento di antipatia profonda per il tempo fuori dalla finestra.

(Sì, lo so, c’è di peggio.)

Jul
08
2009
6

Giornatina.

[Link e abbellimenti li aggiungo domani.]

Sveglia alle sei e mezza dopo tre ore di sonno - nemmeno le descrizioni delle manovre di Kutuzov facevano l’effetto-Valium sperato, anche perché continuavo a saltare avanti alla fine del secondo libro, a piangere di commozione, a tornare alle manovre, poi di nuovo al mio Pierre… Insomma, resta: sveglia alle sei con tre ore di sonno.

Mi rendo decente, impacchetto tutto il dovuto, diamine la borsa pesa ma non voglio perdere il treno e me la scammellerò, non si sa mai.

Treno perso per due minuti.

Vabbé, passiamo il quarto d’ora con un caffé e un succo di frutta.

Telefonata a mamma di buongiorno, divertitevi a vedere il castello, “ah, hai visto una scena di? Ma dài che hai capito che parlava con la sorella del suo lavoro, non è poco, hanno l’accento gallese, in America capirai tutto”.

Treno. Un signore meraviglioso mi fa passare verso l’ultimo posto a sedere.

South Kensington. “Alle 9 e 40 sono a lezione, amore - te lo dico adesso buon anniversario.”

“Je suis désolé, madame, est-ce-que vous pouvez me donner mon dévoirs de la dernière leçon?” (Antefatto: ieri sono stata male in stazione e ho saltato, incavolandomi come una iena. Devo studiarmi da sola il congiuntivo. Vabbé, è andata.)

Pranzo. Tiriamoci su andando da Tokyo Diner.

Chiuso per guasto all’impianto elettrico. Intanto piove.

Sul megaschermo in Leicester Square passa il trailer di Harry Potter. Al contrario - la gente cammina indietro, gli incantesimi rientrano nelle bacchette, la gravità è sfidata. Non si riesce a staccare lo sguardo dallo schermo. Lisergico.

Itsu a Long Acre. Proviamo il nuovo piatto. Mi dimentico di nuovo che i prezzi segnati non sono quelli eat-in. Amen, crepi l’avarizia.

Il piatto nuovo fa schifo, e mi toglie la fame. Pessimo segno.

Si gela. Anche con la giacca e la sciarpa di lana.

Corsa da Gap in Piccadilly Circus a prendere qualcosa in saldo a maniche lunghe e da Boots a prendere le calze.

Immantinente torna il sole in compagnia di almeno 22 gradi Celsius su Piccadilly.

Finalmente, quello per cui ieri fino alle tre continuavo a rigirarmi: Guy’s Hospital.

In ritardo, perché la Jubilee si ferma cinque minuti. Almeno stavolta non mi sono persa tra i reparti.

“Non c’è da preoccuparsi1, ma qualcosa c’è2. Fissa l’appuntamento tra un anno come al solito, però intanto facciamo mammografia e eco - tanto volevo iniziare a fartele. Ti chiamo non appena so i risultati. Venerdì questo ti va bene per gli esami?” Va bene. Quattro di pomeriggio e sì, ci sono le infermiere che prendono appuntamenti. Devo fotografare le vignette che hanno in reparto - umorismo da medici, mi piace sempre.

Quattro e dieci, sono a London Bridge. Comunico la notizia a marito e mamma.

“Amore, l’anno prossimo l’anniversario magari possiamo…” “Sì, lo passiamo insieme, o almeno ci proviamo. Intanto quando torno andiamo da Chisou e pasteggiamo a sake.” (Va anche detto che questa seccatura è la scusa per raddoppiare i festeggiamenti.)

Si sono riaperte le cateratte. Io fino a Bank non cammino. Vado verso la Northern. Ritardi. Torno indietro; Jubilee e Piccadilly fino a Holborn.

Cinque minuti per guardare la posta nell’atrio dell’università. La lettera che attendo non arriva.

Arriva l’amica.

Tour di Sainsburys per capire cosa prendere se ha solo un microonde per cucinare.

Dieci minuti in camera sua per darle tempo di cambiarsi, poi Masala Zone. Le piace, meno male.

Entriamo a Covent Garden al pelo.

Antonio Pappano sale sul palco e spiega che Rosina ha una caviglia rotta, quindi tutti i movimenti di scena sono stati modificati in due giorni per permetterle di cantare da una sedia a rotelle. Il pubblico applaude, felice e pronto a divertirsi.

Segue il miglior Barbiere della mia vita (almeno per ora). Per dire: quello meno bravo era Ferruccio-in-persona-Furlanetto, che alla sua età e alla sua corporatura zompa senza problemi su e giù da una sedia cantando Rossini. Le scenografie erano deliziose - genere “moderne ma intelligenti”; il finale del primo atto era il fuoco d’artificio nel fuoco d’artificio nel fuoco… che è, con la casa di Don Bartolo che letteralmente si alza in aria mentre dentro coro e cantanti (meno Rosina che resta a terra nella sua carrozzina) continuano a cantare (non oso pensare che sia, fisicamente, cantare un pezzo come quello sulle montagne russe). Juan Diego Flórez (su cui io ero scettica, l’avevo sentito agli Arcimboldi e “non era in serata”) era un tenore da lancio del reggipetto (e io sono un tipo da bassi-baritoni, non certo da tenori), Pietro Spagnoli scoppiettante come ogni buon Figaro, Joyce DiDonato ci ha convinti che una Rosina senza sedia a rotelle non è una vera Rosina (semi-cit, siete invitati a trovarla). Pappano - beh, Pappano è davvero straordinario, anche l’Amica che di musica ne sa ed è una melomane milanese (quindi: Scala, Scala e Scala) concordava.

Il pubblico si vuole divertire, come spesso capita da queste parti.3 E si diverte. E applaude. Tanto. Ci sono scrosci sui cinque minuti e passa a scena aperta - “scrosci” al plurale, molto plurale. E ride, come il Barbiere merita.

Undici, l’opera finisce. Io sono completamente a terra, eppure sono sulle nuvole e sveglia.

Ma quando perdo anche il treno per tornare a casa decido che, diamine, stavolta dò retta al marito (”buona fine di anniversario, amore”) e prendo un taxi. Che prende una scorciatoia, mi fa vedere un bell’angolino di Dulwich, e costa meno del previsto - gli lascio la differenza come mancia.

Lo sapete già che non ho resistito, “tanto devo dare il tempo alle medicine serali di fare effetto” (seee), mi sono vista la puntata di stasera sull’iPlayer della BBC. Non all’altezza della prima, non male - idee ne hanno. comunque. Ianto ha daddy issues e la battuta migliore, al solito (dopo aver scoperto che hanno cercato di farlo saltare per aria, la sorella chiede: “what sort of civil servant are you?” “Unappreciated ones”); Jack si vede poco ma - prima o poi sarebbe capitato - senza veli (sì, proprio senza veli); Eve Myles riesce a fare una faccia strepitosa al proposito (pensare che nella prima stagione pareva solo capace di sgranare gli occhioni e dire “Jàck”), i bambini fan sempre paura com’è giusto.

Un po’ di francese.

Questo post.

E ora a nanna. Domani ci si sveglierà con ben quattro ore e mezza di sonno, ma almeno il pomeriggio è libero.

  1. dolci parole []
  2. mettiamola così: almeno so che so riconoscere. []
  3. E’ uno dei motivi per cui mi piace andare a teatro qui. []

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