Making History, romanzo di Stephen Fry1.
Genere: fantascienza/Storia2 alternativa/mondi paralleli/riflessioni sul cinema e sull’arte e sulla scienza/e c’è pure la storia d’Amore.
E’ una delizia.
Making History, romanzo di Stephen Fry1.
Genere: fantascienza/Storia2 alternativa/mondi paralleli/riflessioni sul cinema e sull’arte e sulla scienza/e c’è pure la storia d’Amore.
E’ una delizia.
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Ho sentito fischiare le orecchie…
Ho una montagna di libri in arretarto ma spero di mettercelo dentro.
“quelli che ne sanno di Storia del nazismo.”
Sto rileggendo ‘Storia del Terzo Reich’, di William Shirer.
E’ oltre il capolavoro: e’ monumentale.
Per capire la ‘macchina da guerra’ nazista, e non solo, diciamo in generale la ‘fenomenologia della macchina da guerra teutonica, e i complessi rapporti fra esercito e nazisti, consiglio anche ‘Vittorie perdute’, di Eric Von Manstein, il feldmaresciallo che fu l’incubo di Zhukov durante la guerra e che concepi’ il piano che atterro’ la Francia.
C’e’ un capitolo, di incalcolabile valore storico, in cui Manstein spiega perche’ (grazie a dio) Hitler fece perdere la guerra ai generali crucchi. Per non parlare del rapporto fra aristocrazia degli Junkers e nazismo.
Vittorie perdute me lo decvo segnare….
Ma visto che siamo in tema anche STORIA MILITARE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE di Liddle Hart oddio ho sempre problemi con l’ortografia di questo nome scusate… si comunque mi averte capito, spero.
Io ero convinto che fosse Zukhov l’incubo di Von Meinsten… che strano… del resto quando e’ arrivato Zukhov i crucchi hanno iniziato aprendere sante mazzate.
Anche qui il piano che attero’ la Francia fu in TEORIA e basta di Von MEinsten, in relata’ la geniata partii’ da Guderian e dall’idea a cui Meinsten mai e Hitler si ( unica cosa giustra che fece) di passare dalle Ardenne coi carri armati.
Il Piano di Meinsten era di copiare piu’ o meno pari pari Il Von Schlieffen che avrebbe funzionato di certo ma non sarebbe stata una vittoria di portata cos¡’ vasta senza Guderian che prese alle spalle le armate alleate
Marta ti prego non ci uccidere ma se posti qualcosa del generte e’ logica la reazione…. no?
Storia del Terzo Reich lo devo rileggere anche io…
Chiedo scusa per la schifezza del testo ma la tastiera spagnola ha tutte le lettere “sbagliate”
Adoro assolutamente la storia alternativa e quindi prendo nota per tempi migliori. Sul nazismo sono meno ferrato che in altri campi (ho pagato il greco ed il tedesco per poter studiare il russo e l’arabo, ars longa, vita brevis; sono rimasto a “due destini” di Kornbluth e “l’uomo nell’alto castello” di Dick, che è semplicemente TOTALE (non vado avanti a parlare di Dick, potrei annoiare perfino Cofferati sul tema).
Ma davvero, leggerò con piacere. Per caso si trova anche in italiano? Leggo l’inglese volentieri ma ci metto il doppio del tempo.
@Ercoli
I crucchi hanno iniziato a prendere mazzate quando Stalin, durante il momento piu’ buio dell’assedio di Stalingrado, capi’ che doveva lasciar fare a Zhukov, perche’ c’e’ chi nasce dittatore e chi nasce generale. Cosa che il pirla caporale austriaco per fortuna non capi’ mai.
In sostanza, per la parte militare della guerra, ha ragione il buon Carletto Clausewitz: si lascia ai generali e la politica serve come guida strategica.
Lasciare l’iniziativa in mano a Georgi Zhukov (e Ivan Konev)porto’ all’operazione Uranus e all’accerchiamento della 6a armata di Paulus.
Fra l’altro, i crucchi a Stalingrado avrebbero potuto sfangarla se avessero tenuto delle riserve corazzate mobili nelle retrovie, ma non lo fecero, grazie al cielo.
Manstein fu l’incubo di Zhukov per tutta la durata del conflitto poiche’ i crucchi fecero purtroppo pagare carissimo ai russi ogni centimetro quadrato di terreno.
Nell’inverno 43, dopo Kursk, quando sembravano battuti, Manstein ‘infilo’ brillantemente Zhukov e si riprese Kharkov.
E questo fu un leitmotiv di tutta la guerra sul fronte orientale.
Nemmeno durante l’attacco a Berlino i russi si sentirono mai completamente al sicuro dalle contromanovre crucche.
Questo e’ il motivo per cui Zhukov ritardo’ l’assalto alla capitale tedesca. Per coprire i fianchi che temeva esposti.
L’assalto alla Francia fu ispirato dal piano di Manstein e Guderian, che divenne operativo dopo che per motivi fortuiti gli alleati vennero in possesso dello Schlieffen 2 pianificato dai crucchi.
Manstein si oppose fin dal principio allo Schlieffen 2 poiche’ temeva giustamente che sarebbe finito con un altro tritacarne alla Verdun.
Manstein fu anche l’artefice di ‘Tempesta d’Inverno’, la controffensiva per liberare Stalingrado che grazie al cielo e alla totale incapacita’ di Hitler, che voleva fare di Stalingrado un simbolo, non riusci’ a ottenere lo scopo finale, ma vi arrivo’ piuttosto vicino.
Ciao
@Falecius
credo di si’, se vai sul sito dell’ICCU che credo conoscerai bene, dovresti trovare l’edizione italiana di ‘Lost Victories’. Io lo usavo per la bibliografia nelle traduzioni.
http://opac.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/informazioni.jsp
Ciao Dott
Yossarian:
“I crucchi hanno iniziato a prendere mazzate quando Stalin, durante il momento piu’ buio dell’assedio di Stalingrado, capi’ che doveva lasciar fare a Zhukov, perche’ c’e’ chi nasce dittatore e chi nasce generale. Cosa che il pirla caporale austriaco per fortuna non capi’ mai.
Lasciare l’iniziativa in mano a Georgi Zhukov (e Ivan Konev)porto’ all’operazione Uranus e all’accerchiamento della 6a armata di Paulus.
Fra l’altro, i crucchi a Stalingrado avrebbero potuto sfangarla se avessero tenuto delle riserve corazzate mobili nelle retrovie, ma non lo fecero, grazie al cielo.”
Questo e’ quello che sostengo anche io
e
“In sostanza, per la parte militare della guerra, ha ragione il buon Carletto Clausewitz: si lascia ai generali e la politica serve come guida strategica.”
Questo era quello che sotto sotto sostenevano gli alti Junker e che sostine anche chiune sappia un minimo di cose militari quindi NON HITLER O STALIN O MUSSOLINI O CHURCHILL O ROOSLVELT
Manstein fu l’incubo di Zhukov per tutta la durata del conflitto poiche’ i crucchi fecero purtroppo pagare carissimo ai russi ogni centimetro quadrato di terreno.
Nell’inverno 43, dopo Kursk, quando sembravano battuti, Manstein ‘infilo’ brillantemente Zhukov e si riprese Kharkov.
E questo fu un leitmotiv di tutta la guerra sul fronte orientale.
Nemmeno durante l’attacco a Berlino i russi si sentirono mai completamente al sicuro dalle contromanovre crucche.
Questo e’ il motivo per cui Zhukov ritardo’ l’assalto alla capitale tedesca. Per coprire i fianchi che temeva esposti.
Vero ma solo in parte. Da un punto di vista pretta,mente tattico il confronto tra i due non regge proprio. Zukhov era il meglio. Ricordi cosa diceva un generale tedesco (di cui ora mi sfugge il nome, forse lo setsso paulus) “Per ogni russo che uccidiamo sembra che ne spuntino altri 10″ e nel periodo in cui i crucchi stavano VINCENDO Barbarossa…. e questo la dice tutta.
Su questa glorificazione di Meinsten non consdivido per nulla. Fu meglio di Hitler e di tuttii genrali alleati e questo e’ certo (ma ci vuole molto poco) ma non fu sto gran stratega che dici. A questo proposito rinnvo l’invito alla lettura della storia militare della seconda qguerra mondiale di Liddle hart che fu il consigliere militare britannico per il governo inglese in quel periodo.
A questo punto pero’ aspetto il parere di Eugenio che latita a farsi sentire
‘Su questa glorificazione di Meinsten’
Ercoli, perdona, ma questo e’ un classico esempio di quel che chiamo ‘pavlovizzazione’:
Dire che, scusa il francese, uno stronzo e’ in gamba e anche molto intelligente vuol dire fare un minimo di analisi per evitare brutte sorprese dagli stronzi ed essere in grado di reagire. Magari anche imparando dagli stronzi. Per batterli.
Sottovalutare il nemico e’ sempre un errore gravissimo.
In secundis, io non stavo facendo la top 10 dei generali della Seconda Guerra Mondiale: ho solo detto che Manstein e’ stato l’incubo di Zhukov, non ho detto che Manstein era meglio di questo o quell’altro. Era una frase piuttosto chiara, non mi pareva una cosa tipo ‘Manstein e’ er mejo de…’
Perche’, davvero e senza vis polemica, perche’ la gente interpreta a modo suo e ti appiccica cose che non hai detto?
Infine: Di Liddell Hart ho letto la storia della Prima e delle Seconda Guerra Mondiale, ma come Liddell Hart ci sono altri storici militari molto in gamba sulla seconda guerra mondiale, vedi Anthony Beevor, Trevor Roper o Max Hastings, per restare in UK.
Fra l’altro Paulus sarebbe meglio non citarlo: era un ottimo ufficiale da stato maggiore e un meticoloso pianificatore, ma non era tagliato per comandare un corpo d’armata sul campo di battaglia. Come la storia dimostro’.
Su questo tipo di argomenti se vuoi, sono pronto a sentire e ad argomentare anche il parere del Padreterno, oltre al buon Eugenio.
Ciao
Yoss, mi fai venire in mente quella barzelletta sui quattro rabbini (o gesuiti, si sente anche quella versione) che discutono e il Padreterno ha torto…
Falecius, raccontala anche a noi.
Yossarian rispetto la tua opinione. Mi permetto di non condividerla….
Ci sono quattro rabbini (o quattro gesuiti; ma secondo me potrebbero essere benissimo anche quattro ulama musulmani
)che discutono di teologia e interpretazione della Scrittura.Uno di loro sostiene un’opinione e gli altri tre quella contraria.
Quello in minoranza dice. “Signore, se ho ragione, dammi un Segno”. Cade un fulmine, ma gli altri tre dicono, “è un fenomeno naturale, abbiamo sempre ragione noi”.
L’altro insiste “Signore, dammi un segno più chiaro”. Arriva un forte terremoto, ma i tre non si scompongono. “Anche questo è un fenomeno naturale”
Il quarto insiste. In cielo appare la Mano di Dio che scrive con grandi lettere luminose “HA RAGIONE LUI”.
E gli altri tre dicono “E allora? Siamo sempre in tre contro due”.
Falecius: Bellissima. Funziona anche con una comunità di protestanti riformati, peraltro.
@Ercoli
Mi pare giusto e sacrosanto. Del resto potrei anche sbagliarmi.
E’ comunque un piacere discutere con una persona competente, a parte qualche fraintendimento comprensibile.
Ciao
@Falecius
HAHAHAHA, grande Dott, mi sono piallato dal ridere
Yoss e Marta: allora vado con questa, che invece è specificamente ebraica ma credo vada benissimo anche applicata a certi protestanti (forse l’ho già raccontata, ma la trovo stupenda):
Un rabbino si salva da un naufragio su un’isola deserta. Organizzandosi come Robinson, va avanti a meraviglia, fa le sue cose, si organizza, fa della sua isola un posto fighissimo. Dopo vent’anni arrivano i soccorsi e lui mostra al capitano della nave tutto quello che lui ha costruito nel frattempo: la sua casa, l’officina, ha fatto perfino un vialetto che porta ad una bella piazza al centro dell’Isola, con una fontana. Sui due lati della piazza ci sono due sinagoghe.
Il capitano è molto colpito ed ammirato, e approva tutto.
Poi però chiede:
- Senti, sei stato bravissimo a fare tutto questo da solo, però mi devi spiegare una cosa. Cosa cavolo te ne fai di due sinagoghe, se sei da solo?
- Ah, - fa il rabbino - ma io in quella di là non ci vado MAI.
Falecius: Si applica anche ai protestanti, eccome se si applica…
Su Making History: non so se sia stato tradotto; e comunque una buona parte usa fortemente le differenze tra British e American English - quindi se appena si può consiglio di leggerlo in originale.
ma voi vi rendete conto che ho già due scaffali di libri da leggere, e voi continuate a farmi crescere la wishlist su aNobii?
@falecius: la storia dei quattro rabbini e’ in realta’ una storia tradizionale molto venerabile, al di la’ dell’aspetto umoristico. E no — non sarebbe lo stesso con quattro Gesuiti. Il Cattolicesimo ha una visione autoritativa della verita’, l’Ebraismo no — e fonda le sue credenze sul consenso della maggioranza nell’interpretare la Torah. E se D-o stesso preferisse un’interpretazione diversa da quella della maggioranza? Sarebbe un Suo problema, perche’ la Torah, la Legge e’ perfino piu’ importante di D-o stesso (si dice che il buon Ebreo deve “amare la Torah piu’ di D-o”). (Scusate l’OT)
@ Angelo: E no — non sarebbe lo stesso con quattro Gesuiti. Il Cattolicesimo ha una visione autoritativa della verita’, l’Ebraismo no —
Sì sì, peccato che i quattro Gesuiti si pongano tutti e quattro come auctoritas più autorevole del Padreterno stesso.
Ci sono due barzellette in merito:
Un gesuita è sul letto di morte. I suoi confratelli vanno a visitarlo. Il gesuita è ormai semi-incosciente, ma può ascoltare i commenti dei compagni.
Uno dice “Ah, è stato un uomo spirituale ma anche di governo. Dopo S. Ignazio non ci fu uno come lui.”
Un altro dice: “E’ stato anche un fine professore. Dopo Bellarmino non ci fu uno come lui.”
E ancora: “Il suo zelo apostolico lo ha consumato. Dopo Canisio non ci fu uno come lui.”
“Fu anche un grande missionario, portò il Vangelo negli angoli più remoti della terra. Dopo Saverio non ci fu uno come lui.”
E così via… Al termine della visita il superiore che era presente gli chiede: “La vedo agitato, padre. Che cosa la turba?”
E il gesuita, con un filo di voce: “La modestia… padre… nessuno mi ha ricordato per la mia proverbiale modestia..”
E questa, che è ancora più significativa:
Un francescano, un benedettino e un domenicano discutono animatamente per definire a quale ordine appartiene Dio.
Alla fine decidono di scriverGli una lettera per chiederGlielo.
Dio risponde così:
“Diletti figli, smettete di rompervi il capo con tali questioni inutili e prive di fondamento. Siate felici. Firmato Padre Eterno S. J.”
Cosa ci si può aspettare da un ordine fondato da un tizio che aveva come massima: Prega come se tutto dipendesse da Dio e lavora come se tutto dipendesse da te e un arrogante Ad maiorem Dei gloriam come motto?
Angelo: io l’ho sentita sia nella versione “rabbini” che nella versione “gesuiti” e le ho riferite entrambe.
“Il Cattolicesimo ha una visione autoritativa della verita’, l’Ebraismo no”
Vero. Però i Gesuiti sono dei maledetti rompicoglioni.
Per esempio, sto aspettando ancora che il Vaticano canonizzi quei sei teologi assassinati in Salvador dagli squadroni della morte… tutti gesuiti, Martiri della Fede se mai ce ne sono stati, e non sono ancora Santi, porchissima la miseria ladra.
Sui gesuiti rompicoglioni si veda anche alla voce Paraguay, e che sia maledetto quel miscredente senzadio (e antisemita) di Voltaire.
Ancora sulla cattolicesimo/autorità/verità.
Da storico la vedo come una faccenda complessa e in continua evoluzione: il principio della Chiesa Cattolica, intesa come gerarchia, depositaria della Verità si afferma in via definitiva solo dopo le riforme di Gregorio VII. Se ne parlava anche prima, ma per tutto il primo millennio il luogo di definizione delle Verità controverse era il concilio ecumenico (DAVVERO ecumenico, al tempo) dove il Papa (come altri patriarchi) era più autorevole degli altri vescovi ma non poteva certo prevaricare la maggioranza*.
Anche dopo, specialmente davanti al comportamento davvero poco edificante di molti Papi e delle relative Curie (tipo Bonifacio VIII o Giovanni XXII) c’era una corrente “conciliarista” nella Chiesa… che fu stroncata solo a Trento di fronte alla “emergenza” protestante. I “conciliaristi” che furono forti per quasi tre secoli, sostenevano appunto che solo un Concilio (luogo in cui si riunivano tutte le figure “competenti” per discutere delle Verità religiose) fosse infallibile in quanto ispirato dallo Spirito, e che il primato del Papa andasse inteso nel senso più stretto.
La visione autoritativa della Verità si impone nel senso più stretto con Trento, e non a caso Sant’Ignazio, al tempo, era in odore di eresia (molti dei più grandi Dottori della Chiesa, da sant’Agostino a Sant’Anselmo a San Francesco e San Tommaso, e credo anche San Domenico, rischiarono seriamente di passare per eretici nel corso della loro vita, o videro condannate come eretiche alcune loro dottrine poi; perfino Tertulliano fu eretico nei suoi ultimi scritti).
Il culmine dell’idea autoritaria fu sotto Pio IX, quando si affermò, nel Concilio Vaticano I, l’infallibilità del Papa ex cathedra. Dal che risultò lo scisma dei vetero-cattolici, anche se nessuno in questo paese ama parlarne**.
Il Concilio Vaticano II ha rimesso un po’ le cose a posto, e ha riaffermato il principio della tradizione cattolica VERA (quella pre-tridentina ed in parte tridentina) per cui COMUNQUE la verità della fede è discussa dai competenti (ferma restando l’infallibilità papale, di cui si fa un uso molto limitato, per fortuna).
Poi però è arrivato ratzinger alla Dottrina della Fede e ha imposto una stretta spaventosa, la stessa per cui i sei martiri gesuiti di cui sopra e il vescovo e martire Romero non li trovate sul calendario, mentre il fascista Stepinac è beato (o forse addirittura santo. Si aspetta la canonizzazione di Mussolini, a ’sto punto).
* Che poi non è che ai concili non si facessero porcherie, come dimostra Efeso (verso il 430) definito un “latrocinium” da alcuni Padri della Chiesa e poi escluso dal novero dei concili validi. Ma anche a Calcedonia (ufficialmente valido, nel 451) non scherzavano affatto.
** Credo che in Italia l’esistenza stessa dei Vetero-cattolici sia un rimosso. Non so altrove, ma ho l’inmpressione che almeno si ammetta che esistono.
Aggiungo che, di Stepinac, non è il fatto in sé che fosse fascista a farmi incazzare, quanto il fatto che fosse oggettivamente complice di crimini di guerra e contro l’umanità (diremmo oggi).
Per esperienza, so che esistono ottime persone che si definiscono fascisti quanto ad idee politiche. Questo non ha impedito ad una di queste di salvare una persona dalla polizia della RSI quando era necessario, rischiando molto (credo la vita, in quelle circostanze).
A proposito di Stepinac e affini: si veda questo post e relativa bibliografia.
@Falecius: non credo che i veterocattolici abbiano mai abuto un grande seguito in Italia, per quello che sono stati rimossi. (sì, esiste http://www.chiesaveterocattolica.it/ , ma appunto non so quanto conti)
Potrei sbagliarmi di grosso, ma credo che nel Vaticano II ci fosse stato un tentativo non riuscito di specificare il dogma dell’infallibilità affermando che è del papa ex cathedra in comunione con il Collegio Episcopale, cosa che sarebbe stata più vicina al cristianesimo delle origini. Solo che appunto la proposta restò minoritaria.
Secondo santiebeati.it, Stepinac è beato, mentre Romero è solo Servo di Dio (il primo gradino tecnico). La grande fregatura per le cause di canonizzazione è che ci vuole dietro un ordine religioso coi soldi, a meno che non arrivi un’accelerazione papale diretta… e non ce lo vedo B16 a farlo.