Sep
30
2009
2

Ottocento.

Siamo a 800 commenti su questo blog.

Festeggeremo con il kimchi fatto in casa oggi, o con un buon ristorante di quelli suggeriti qui sotto.

Grazie a tutti i lettori e commentatori (anche quelli in privato, mi commuovete, dico davvero).

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Sep
27
2009
19

“Sono a Londra! Ho fame! Dove vado?”

Ecco qui un po’ di risposte.

Cucina inglese. E no, non è un ossimoro. E’ solo che, da brava cucina ricca, se non è buona vi terrà compagnia per i successivi giorni: quindi state attenti. Per il Fish&Chips consiglio Masters Super Fish, a Waterloo. Non è l’ambiente per una cenetta romantica, non andrei da quelle parti la sera tardi (in zona girano coltelli1; anche se l’autobus arriva a pochi metri e sull’autobus siete sicuri). Se avete fame, per contro: porzioni abbondanti di pesce che si scioglie in bocca racchiuso in una crosta croccante, patatine deliziose, sottaceti rudi (non cipolline, ma cipolle) fatti in casa magistralmente. Il marito conosce un posto a Whitechapel, cambierò il post quando l’avrò provato. Per le Pie (torte salate di pasta sfoglia): EAT e Pieminster ne hanno di creative, per quelle tradizionali, come per una degna cucina tradizionale (non incredibilmente geniale, ma ottimo confort food invernale - e dolci da sbattersi per terra) potete andare da Porters dalle parti di Covent Garden. Ma veniamo a un classico della cucina inglese:

Sandwich e pranzi veloci. EAT e Pret a Manger sono due catene. Fanno panini. Vi pare poco allettante, vero? Ecco, no. Tutti ingredienti selezionati, panini fatti in giornata. Ci sono anche zuppe e insalate (quelle di Pret un po’ troppo condite, se mettete tutto l’olio che vi forniscono - ma nessuno vi obbliga a farlo); EAT ha anche pies (vedi sopra). Le baguette sono migliori da Pret, le zuppe da EAT. Evitate ad ogni costo Camden Food Co. e la sua mefitica insalata di patate. Altri panini si trovano nei supermercati - quelli di Marks&Spencer (praticamente in tutte le stazioni), quelli di Sainsbury’s (un po’ meno) e quelli di Waitrose (il meraviglioso supermercato di lusso) sono più che degni. M&S ha anche delle deliziose confezioni “bastoncini di carote da un lato, hummus dall’altro” (o gamberetti e salsa rosa, eccetera). Il che (saltando Wasabi, ne parlerò tra i giapponesi) ci porta al capitolo

Frutta. Se volete risparmiare, prendetela al supermercato (hanno quella pronta da mangiare) o ai banchetti in giro per la città. Se no, Eat e Pret hanno banane, mele, arance, uva, ananas, mango e melone. Vi basta? Ecco.

Ma veniamo alla cucina straniera!

Cinese. Leong’s Legend (e Leong’s Legend continues). Taiwanese, mi dicono. E’ buono, ma proprio buono. Il dim sum (fino alle 5) è spettacolare; mi raccomando, ordinate i ravioli di gamberetti e i ravioli speciali che vengono in porzione da otto (questi ultimi hanno del brodo bollente all’interno, occhio). Per il resto: la pancetta è grassissima e goduriosa, lo sticky rice con il porco una delizia, il pancake (di fatto un frittatone) con le ostriche imperdibile. Non tutto piccante, anzi, di solito è delicato (ecco: il tofu con l’uovo conservato no, il che non mi impedisce di ordinarlo ogni volta). Se invece volete del piccante, Boazi Inn è quel che fa per voi. Con un décor tutto stelle rosse (di solito non mi importa dell’ambiente, solo del cibo: ma qui è talmente over-the-top…) e poster di Mao. Economicissimo, se prendete il menu sarete sazî con sette sterline o meno. La specialità sono i Baozi, delle specie di mollicone ripiene (non piccanti), e la cucina del Nordest della Cina - e lì si va giù di spezie. Le insalate sono ottime, soprattutto spinaci e “three layers”; gli spaghetti di patate sono piccantissimi ma favolosi. Per il resto, non ho ancora trovato qualcosa men che buono.

Giapponese. Se volete una serata di lusso con degli sushi da urlo, Chisou. Se non avete problemi con le bacchette, consiglio il chirashi2 fatto con il pesce migliore del giorno (potete chiedere all’itamae-san, ossia allo chef, di mettervi quel che volete: consiglio il butter fish e il granchio fresco). Se siete più tipi da maki3, non perdetevi quello con il soft shell crab. Se non siete tipi da sushi, tutto il resto è spettacolare comunque: tempura, soba e udon4 - ma i piatti del giorno in primo luogo, prendetene tre o più in due e dividete. Tutto questo vale per la sera - e la sera è caro, ma li vale. Se invece volete stare attenti al portafogli, fatevi un menu a pranzo e con meno di £20 (a volte meno di £15) avrete soddisfatto le vostre papille come raramente. Per qualcosa di più economico: udon e soba, oppure curry5, oppure il mitico katsudon6 di Tokyo Diner, e non dimenticate la melanzana aubergine age bitashi o l’agedashi tofu7. Un altro giapponese a buon prezzo è Taro - noi l’abbiamo sperimentato solo una volta, ma ci è piaciuto molto. La catena Wasabi fa sushi a prezzi popolari, non geniali ma non orribili. Evitate i piatti caldi, però. Wagamama è un’altra catena, specializzata in piattoni di spaghetti in brodo o passati in padella con verdure e ingredienti vari. Ci sono anche insalate non malvage, anzi - e i gyoza8 sono ottimi. Io consiglio gli yaki udon. I prezzi sono sempre medi - soprattutto considerato che le porzioni sono belle corpose.

Coreano. Corean Chilli non è male. Ma stasera abbiamo provato il barbecue e parte dei fritti di Myung Ga, ed è stato un’esperienza. Basti sapere che abbiamo mangiato piccante e barbecue a sazietà, e siamo usciti leggeri come piume. No, non è il posto più economico del mondo - soprattutto se andate à là carte (per contro i menu, soprattutto per pranzo, sono un ottimo value for money). Ma se vi piace il piccante e volete provare un coreano - ecco qui.

Sudest asiatico. Nusa Dua e i suoi menu sono una certezza. Anche qui, il piccante non è raro (ma non obbligatorio). Rasa Sayang è un malese più che piacevole. Thai Square è una catena - ottima, ma un po’ troppo cara e fighétta.

Indiano. Masala Zone è un’onesta catena, consiglio i thali - piattoni con un pasto completo di contorni - o gli antipasti più strani tra i vegetariani. Buono, non geniale. Evitate la branch di Soho (dietro Carnaby Street), andate a Covent Garden. Sì, non abbiamo ancora trovato un curry house veramente soddisfacente in più di tre anni di Londra.

Hummus Bros. fa - sorpresa - hummus, servito con un pita (o dei bastoncini di carote) e qualcosa per “rafforzare” - fave, funghi, polpette… Ha un’insalata di melanzane splendida, e sazia più di quanto possa sembrare. Consiglio: té alla menta fresca.

Americano. BBQ, per la precisione: la catena Bodean’s. Le costine sono buone da sbattersi per terra, gli hamburger la passione del marito, gli onion rings croccanti e il coleslaw delicato. Oh yeah.

[Tutti questi locali si trovano via Google. Poi, se mai, metto i link - ma intanto pubblico.]

  1. no, non è un’iperbole. E’ Elephant & Castle. []
  2. boccia di riso, sopra il pesce, dei funghi e una foglia di shiso. []
  3. rotolini con le alghe. []
  4. spaghettoni: udon di grano tenero, soba di grano saraceno, in brodo saporito oppure freddi - fidatevi, sono ottimi []
  5. sì, c’è il curry giapponese. Pieno di patate e verdure, a volte con una bella cotolettona. []
  6. ciotolona di riso con frittata di cipolle e cotoletta. Se fatto bene - e qui lo fanno bene - è una delizia dei sensi. []
  7. tofu impanato e fritto in brodo tiepido - qui è spettacolare []
  8. ravioli passati in padella e stufati. []
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Sep
25
2009
8

Successi.

Meno di sei mesi fa avevo un medico della mutua e sei specialisti che mi seguivano.

Da oggi gli specialisti sono tre, e dato che due sono per la stessa faccenda spero di riuscire a comprimerli in uno nei prossimi mesi (possibilmente nell’ospedale di chiara fama, grazie).

Non so dirvi quanto mi senta leggera.

Sep
25
2009
3

Vento e libertà di pensiero.

Due biglietti dell’ultimo minuto, e stasera c’eravamo.

Dei mostri di bravura, semplicemente.

Dei mostri di bravura, semplicemente.

Consiglio vivamente a tutti i londinesi e a chi di passaggio in città. E’ bello, incredibilmente bello, dalla regia all’ultimo delle comparse sono tutti imbarazzantemente avvincenti1, è una difesa meravigliosa della libertà e del pensiero, e lo è pure in modo intelligente.

[Per la cena prima del teatro, Masters Super Fish - poco più avanti su Waterloo Road. Fish & chips superlativo (e non dimenticate i sottaceti fatti in casa), nel locale più "cucina triste della zia degli anni '60" in cui metterete mai piede.]

  1. come si divertono, come si fanno punto di divertirsi a teatro le persone qui, senza fisime - ah, che meraviglia, da non crederci. []
Sep
21
2009
5

Intanto.

Stanno succedendo un po’ di cose, o almeno si spera. Sperate con noi, suvvìa, che vada tutto bene, ché in queste due settimane si dovrebbe vedere come va.

(Visto le reazioni l’ultima volta in cui sono stata così laconica, lo specifico: no, non sono incinta.)

Sep
14
2009
6

A questo posto ancora non ci credo/edizione satanica.

Oggi sono andata a fare il mio primo colloquio formale, che non era di lavoro ma di volontariato - ma va bene così, tutto fa curriculum e questo è anche (soprattutto) qualcosa che sentivo di dover fare da anni.

Comunque, entro nell’edificio.

Guardia della security. Giacca e cravatta, ovviamente. “Firma il modulo.”

Qualcosa sulla sua giacca.

Spilletta.

Con il pentagramma e i teschi.

Sorriso. “E’ la prima volta che vedo una spilla così con una suit.”

Sorrisone. “Ho anche l’anello.”

Il colloquio mi farà sapere la settimana prossima, non mi pare sia andato così male.

Sep
10
2009
25

Scuse.

A seguito di una petizione (sì, poi discutiamo del “non ci sarebbe dovuto essere bisogno di una petizione”), il governo inglese chiede scusa per la persecuzione di Alan Mathison Turing, che contribuì a inventare il computer e rivoluzionare la matematica, salvò il suo Paese dal nazismo (o almeno l’Europa da un paio di altri anni di guerra) ed ebbe la colpa di essere gay. E chiede scusa anche a tutti gli altri gay non necessariamente geniali, non necessariamente eroici - o meglio, eroici solo nell’aver dovuto sopportare discriminazioni e persecuzioni solo per aver provato ad amare.

Copioincollo la dichiarazione ufficiale, ché con il groppo in gola che mi ritrovo di meglio non so fare.

2009 has been a year of deep reflection - a chance for Britain, as a nation, to commemorate the profound debts we owe to those who came before. A unique combination of anniversaries and events have stirred in us that sense of pride and gratitude which characterise the British experience. Earlier this year I stood with Presidents Sarkozy and Obama to honour the service and the sacrifice of the heroes who stormed the beaches of Normandy 65 years ago. And just last week, we marked the 70 years which have passed since the British government declared its willingness to take up arms against Fascism and declared the outbreak of World War Two. So I am both pleased and proud that, thanks to a coalition of computer scientists, historians and LGBT activists, we have this year a chance to mark and celebrate another contribution to Britain’s fight against the darkness of dictatorship; that of code-breaker Alan Turing.

Turing was a quite brilliant mathematician, most famous for his work on breaking the German Enigma codes. It is no exaggeration to say that, without his outstanding contribution, the history of World War Two could well have been very different. He truly was one of those individuals we can point to whose unique contribution helped to turn the tide of war. The debt of gratitude he is owed makes it all the more horrifying, therefore, that he was treated so inhumanely. In 1952, he was convicted of ‘gross indecency’ - in effect, tried for being gay. His sentence - and he was faced with the miserable choice of this or prison - was chemical castration by a series of injections of female hormones. He took his own life just two years later.

Thousands of people have come together to demand justice for Alan Turing and recognition of the appalling way he was treated. While Turing was dealt with under the law of the time and we can’t put the clock back, his treatment was of course utterly unfair and I am pleased to have the chance to say how deeply sorry I and we all are for what happened to him. Alan and the many thousands of other gay men who were convicted as he was convicted under homophobic laws were treated terribly. Over the years millions more lived in fear of conviction.

I am proud that those days are gone and that in the last 12 years this government has done so much to make life fairer and more equal for our LGBT community. This recognition of Alan’s status as one of Britain’s most famous victims of homophobia is another step towards equality and long overdue.

But even more than that, Alan deserves recognition for his contribution to humankind. For those of us born after 1945, into a Europe which is united, democratic and at peace, it is hard to imagine that our continent was once the theatre of mankind’s darkest hour. It is difficult to believe that in living memory, people could become so consumed by hate - by anti-Semitism, by homophobia, by xenophobia and other murderous prejudices - that the gas chambers and crematoria became a piece of the European landscape as surely as the galleries and universities and concert halls which had marked out the European civilisation for hundreds of years. It is thanks to men and women who were totally committed to fighting fascism, people like Alan Turing, that the horrors of the Holocaust and of total war are part of Europe’s history and not Europe’s present.

So on behalf of the British government, and all those who live freely thanks to Alan’s work I am very proud to say: we’re sorry, you deserved so much better.

Gordon Brown

Sep
09
2009
10

Defying gravity.

Non ho fatto una cavolata (che poi, vai te a sapere).

Stiamo comprando casa (se tutto va bene, dita incrociate, e tutto questo genere di cose).

Ho finalmente fatto una cosa che desideravo da anni (e si sta rivelando piuttosto piacevole).

Sep
06
2009
2

Gay Icons.

Lasciate stare il titolo altisonante: gay 1 human beings rende più l’idea.

L’idea che è: dieci persone non-eterosessuali di successo (in campi che vanno dalla letteratura alla politica2 alla musica) scelgono sei persone che li hanno ispirati.

Sei persone di gender e fama e carriera varia: si va da papà e mamma che con uno stipendio di pompiere e di rappresentante Avon hanno tirato su due figli (scelta di Billie Jean King - alla sua sezione avevo le lacrime agli occhi dall’affetto che traspirava da ogni scelta3 ) ad Alan Mathison Turing4; da una donna che ha contribuito a fondare la BBC come la conosciamo e l’MI55 a Peter Tatchell “queer terrorist” (tutti quelli che passavano davanti a quella foto sghignazzavano), da autrici poco conosciute del XIX secolo (scelte a Sarah Waters, ovviamente, che è fotografata a suoa volta con un sorriso splendido) a Gianni Versace (scelta di Elton John) e i Village People e (foto commovente, scelta da un Sir Ian McKellen che pare perdere anni con il passare del tempo) Harvey Milk.

La mostra è su alla National Portrait Gallery fino al 18 Ottobre. Uno spaccato è qui, ma se vi piacciono le foto e vi incuriosiscono gli esseri umani fateci un salto appena potete - sono 4 sterline e mezza (4 se studenti o affini) e un’ora e qualcosa ben spese. Il catalogo sono 20 sterline, edizione con Joe Dallesandro e edizione con k d lang per venire incontro ai gusti di tutti6.

Patrocinio e collaborazione di - oh, mezzo mondo, ovviamente. Uscendo mi sono ricordata che nella mia città natale una mostra è stata cancellata o quasi perché aveva la parola “gay” (o “omosessuale”) nel titolo. E la mia città natale è quella tollerante con i gay, non ci sono quasi aggressioni alle coppie che camminano per strada mano nella mano. Poi ti chiedono se torneresti indietro.

  1. a volte nel senso più generale di glbtq, a volte nel senso di felice; ma a volte basterebbe un interesting. []
  2. ho scoperto che c’è un Pari del regno gay e musulmano, nato a South London. Sì, va bene, token character. Ma intanto. []
  3. compagna, mamma, papà, fratello, pastore di quando era ragazzina: poi mi dicono che i gay non hanno senso della famiglia tradizionale. []
  4. qui notizie sul procedere della petizione per dargli giustizia postuma []
  5. e incidentalmente è finita a letto - anche lei - con Vita Sackville-West []
  6. si potrebbe essere più acidi e dire altro, ma non lo faremo oggi. []

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