[Finalmente, un post su quello che studio.]
Parte prima: Nash, 1950.
C’è una cosa che si chiama “equilibrio di Nash“. Sì, quello del film. Il film esagera quanto abbia inventato solo lui la faccenda, ma la bibliografia parte sempre dalla sua tesi di dottorato (o dalla successiva pubblicazione, le dimostrazioni sono un po’ diverse ma ora non entrerei nei dettagli). Comunque: c’è l’equilibrio di Nash.
Cioé: ci sono due o più giocatori (esseri capaci di prendere decisioni) con due o più strategie (possibili decisioni da prendere) ciascuno. A ogni profilo di strategie (ogni combinazione “giocatore 1 prende la decisione tale, giocatore 2 la decisione talaltra”) corrisponde un payoff (”giocatore 1 prende tot, giocatore 2 prende altro tot” - tot potrebbe essere anche una perdita). Ciascun giocatore, sorpresa sorpresa, vuole arraffare il più possibile. Peccato che non sappia a priori quel che fanno gli altri. Ma sa una cosa: tutti vogliono arraffare.
Esempio.
Il giocatore I gioca sulle righe (chiamiamola Rowena) e il giocatore II sulle colonne (Colin). La casella (a,b) vuol dire “Rowena prende a, Colin prende b”. Indovinate dove vuole andare Rowena e dove vuole andare Colin nella tabella? Esatto. Ma non si parlano (è un gioco non cooperativo). Ma non importa: Rowena sa che Colin giocherà 1, perché non è un pirla masochista; Colin sa che Rowena giocherà 1, per lo stesso motivo, e quindi si troveranno lì.
Tutto bene? Beh, no.
Si chiama “Dilemma del prigioniero“. La storia è questa: il professore sa che Rowena e Colin hanno copiato da Wikipedia il compito, ma non ha prove, e propone loro un patto: se uno solo di loro parla, andrà nei guai solo l’altro (9,0 e 0,9); se entrambi parlano, sono tutti e due nei guai (1,1); purtroppo (per il professore) se staranno zitti se la caveranno con un 6.
Ora, vediamola dal punto di vista di Rowena: se Colin sta zitto (colonna 1) le conviene parlare - prende 9 e non 6. Se Colin parla, sempre meglio un 1 di uno 0. Quindi Rowena parla. Ma lo stesso ragionamento lo farà Colin. Il professore gongola.
Esercizio: dimostrate che se siete con un amico single in un bar e entra una bellona con due amiche bruttine, l’equilibrio di Nash è provarci tutti con la bellona e prendersi un due di picche. Sì, quel film sbagliava.
Comunque, l’equilibrio di Nash ha un bellissimo vantaggio. Esiste sempre, almeno in strategie miste.
No, aspetta.
Cos’è una strategia mista?
Beh, formalmente (quindi: non spaventatevi per la prossima riga): una distribuzione di probabilità sulle strategie.
Meno formalmente: è un cocktail ottenuto mescolando le strategie che hai a disposizione. Ad esempio:
Rowena non sa se Colin sceglierà la strategia 1 o 2, ma vuole andare dalla stessa parte. Colin invece vuole evitare Rowena.
Nel dubbio, che fare?
Lanci una moneta, ecco che fai. Quello che i matematici chiamano “distribuzione di probabilità”. Quello che puoi vedere anche come “un po’ di volte fai questo, un po’ di volte fai l’altro” - il cocktail di cui sopra.
L’equilibrio di Nash di quel gioco è (1/2 di strategia 1,1/2 di strategia 2) per Rowena, idem per Colin. Non si prendono nulla, in media, ma sempre meglio di perdere (il -1).
(Come fai a calcolarlo in casi più complicati? Beh, lì ci vuole la definizione formale di equilibrio di Nash. Sorry.)
Per finire, un problema. Gli equilibri di Nash non sono sempre unici. Ad esempio:
Ha tre equilibri: due in strategie pure che immagino vediate, uno in strategie miste che è un mescolotto dei due.
Ma dove andranno i nostri eroi? Su quale equilibrio convergeranno?
Su questo, Nash non sa dirci nulla. Ci sono quindi persone che passano la vita a studiare raffinamenti dell’equilibrio di Nash.
No, non la qui presente.
La qui presente, al momento, è impegnata con la prima riga di tutto questa tirata: la parte “esseri capaci di prendere decisioni”.
Già, ma come? In quanto tempo?
Alla prossima puntata.