(e caro anche nel senso dei prezzi poco popolari a cui vendi la tua cucina rustica),
io sono venuta da te per mangiare bene, eventualmente far quattro chiacchiere e capire di più dei tuoi piatti, ché è evidente solo da come guardo la lista che per me il buon cibo sia una gioia della vita. E sono pronta a pagare, e anche a girare intorno alla scenetta fintoimprovvisata con cui vendi ogni fettina di salame (ottimo, va detto) e ogni grammo di oca di Mortara (un po’ asciutta, invero). Fa parte del gioco, e ci gioco volentieri - ti lancio anche la palla del “vivo a Londra e faccio il pieno di specialità italiane prima di tornare a casa”.
Ma, vedi, io non sono venuta per sentire insultare i tuoi colleghi - tanto meno quelli di un Paese che mi sta ospitando inappuntabilmente o quasi. Per quanto ne sai, io a Londra potrei essere la moglie di Master’s Super Fish1, oppure lavorare in uno dei molti (più che a Milano, mi pare) ristoranti con stelle Michelin di Londra, e sentire la mia professionalità un po’ offesa da discorsi del tipo “ah, gli inglesi li conosco bene, mangiano tutti solo pesce e patatine, che schifo”2.
Ma soprattutto, al di là della questione di cortesia e buon gusto, posso provare a spiegartela così: io mangio un pranzo alla volta, e mi ci concentro sopra per bene. Evocarmi altri pranzi non mi rende il tuo pasto migliore, me lo inquina soltanto. Come mangiare un prosciutto cotto di scarsa qualità accanto a una lardo di Colonnata giusto per sentire la differenza, ecco.
Per cui, caro ristoratore, a rivederci tra un po’. Magari quando avrai capito che ci sono più cucine in terra, eccetera eccetera.
- il miglior fish & chips della vostra vita, giusto accanto all’Old Vic [↩]
- ora, intendiamoci: un sacco di inglesi mangiano troppo fish & chips. Ma non mi pare che in Italia McDonald’s e (brrr) Spizzico abbiano chiuso per mancanza di clienti, per dire. O che in Inghilterra non si possa mai mangiar bene - oppure ho vissuto in un altro Paese per quasi quattro anni, visto che da quando sono approdata a Londra raramente ho mangiato davvero male. E sono stata anche in casa di inglesi, sì. [↩]
allora sei ritornata. io rientro a gennaio per vacanza, magari ci vediamo a milano che si va a mangiare assieme
Ahimé, piccolacuoca, son già di nuovo londinese! Ma un giorno riusciremo a combinare… Non è che per caso rientri via Londra?
(Intanto oggi sale da Milano la credenza della nonna, insieme ai libri della mia adolescenza e a della mostarda di marron glacé.)
Un giorno mi verrà spiegato com’è che la cucina rustica costa sempre l’ira degli dèi. Ce la si cava meglio con la cucina borghese, alle volte.