Meno di due settimane, e devo dare la mia Prima Presentazione.
No, non è ancora pronta - piuttosto il contrario.
Ho appena sognato il Genio Greco che mi diceva che non valevo un cavolo perché lavoro troppo poco.
Meno di due settimane, e devo dare la mia Prima Presentazione.
No, non è ancora pronta - piuttosto il contrario.
Ho appena sognato il Genio Greco che mi diceva che non valevo un cavolo perché lavoro troppo poco.
Ieri sono stata per un giorno a Liverpool. Niente docks, niente Penny Lane - questa bella cosa qui. La registrazione dell’inaugural lecture di Paul Goldberg dovrebbe apparire su YouTube prima o poi (il suo biondoboccoluto figlio registrava) e ve la consiglio vivamente (è una spiegazione divulgativa E precisa).
Ho fatto le mie gaffe (tipo non riconoscere il primo conferenziere della giornata alla fine della giornata medesima - a mia discolpa, mi ero alzata alle 4:30 di mattina).
Ho ritrovato un po’ di persone.
Ho visto il mio nome su una slide, è stata una bella soddisfazione.
Il rientro è consistito in due ore e mezza di pendolino in cui abbiamo1 cercato di costruire quel cavolo di algoritmo. Continua a sfuggire, il fellone.
Arrivata a casa alle undici di sera (ribadisco: sveglia alle 4:30). Sto ripigliandomi ora.
Vi servono:
Preparazione:
A grande richiesta (beh, qualcuno ha chiesto, prendetevela con lui), altre foto.

Questo fiore, il cui nome ora non ricordo, sboccia in estate - per Natale.

Sempre Somes Island. Sì, è *così* bella.

A che serve una Regina? A dedicarle un'oasi naturale! Queen Elizabeth II Park. (A margine: su quelle montagne hanno filmato voi-sapete-cosa.)

Bellissima, un sogno. Ma voi ci vivreste davvero, così isolati?

Le saline dell'Isola del Sud. Il viaggio in treno da Picton a Christchurch è da vecchio West - se vi capita, non perdetevelo.

Vediamo se trovate le due foche...

Bandiere ricordano i caduti nella (bellissima) cattedrale di Christchurch. So che tra i miei tre lettori qualcuno apprezzerà.

E per chiudere, il mio bellissimo compagno di viaggio... (sì, ora ha i capelli corti!)
E con questa direi che vi ho tediato abbastanza…
I sandwich di EAT sono decaduti, ahimé. Malemalemale. Le baguette di Pret no.
Il signore del baracchino delle ostriche di Borough Market mi riconosce (e mi fa lo sconto - vero - sulle native, avendomi preso come complice in un gioco delle tre carte: lui mi passa l’ostrica, io ingollo di gusto e mi volto verso chi osserva dicendo “sono deliziose”). Sì, lo so, ostriche, pesce crudo, eccetera. Dovessi stare attenta a tutti i rischi che corro, essendo immunodepressa, mi terrei in una bolla di plastica.
Ah, per inciso: evitate il baracchino dei dolci accanto a quegli spacciatori di colesterolo e bontà di Kappacasein: igiene scarsa e qualità inferiore. Ma alla mia ultima visita se n’erano andati - bene.
Sempre al Borough Market, ma anche da Selfridge’s: Mediterranea. Il nome dice il genere, hanno un hummous (e un babagannoush) spettacolare - e non ho ancora provato le insalate e i dolci.
Se avete voglia di mangiar bene senza badare al prezzo, magari facendo una cena romantica con la vostra dolce metà. Il menu completo di Myung Ga è una delizia dei sensi (occhio che sono otto - non enormi, ma otto - portate), e l’itamae-san (chef di sushi) di Chisou è un artista che rende il mondo migliore.
Infine: Kulu Kulu. Sushi più che degno a prezzi ragionevoli.
Sto lavorando come una matta cercando un algoritmo che sfugge alle nostre1 grinfie.
Sono le dieci meno un quarto di sabato sera e sto per riprendere tutto da capo. Stravaccata a letto, ché la casa è ancora un campo di scatoloni e non abbiamo uno studio.
Ne sono fondamentalmente felice.
(Il T.R.: “Bene, bene, non ci siamo ancora riusciti, vuol dire che è un risultato interessante”. Always look on the bright side of life, eh?)
(Prossimamente, se volete: un post su cosa faccio, più o meno.)
Farò la mia prima relazione a un convegno.
Ad Hammamet.
No, davvero, ad Hammamet, quella Hammamet!
(Tutto questo è per distrarmi dal fatto che parlerò davanti a un Mostro Del Campo del suo algoritmo. Che devo ancora capire. Che ho un mese per capire. Aiuto.)
Un po’ di foto dalla Nuova Zelanda, visto che qualcuno ha chiesto.

Somes Island

Ancora Somes Island
“Zealandia/Karori - http://www.sanctuary.org.nz/

French toast. Mi ha quasi sconfitto, la delizia.
L’obbligatorio post sui ristoranti, a seguire.
Il marito ha gli occhi azzurri, io no. Supponiamo che a qualcuno questo non piaccia e per questo qualcun altro decida che il nostro matrimonio non esiste.
Come si decide che qualcosa non esiste? Semplice: si nega - anche l’evidenza.
Viviamo insieme? Sì, ma è un accidente. Anche la mia prozia vive con la sua badante.
Non abbiamo figli? Ecco, visto, non è una famiglia. Abbiamo figli? Beh, ci sono anche figli di stupri. Non vuol dir nulla.
Ci amiamo? Ma che vuol dire, siamo schiavi dei nostri istinti.
E così per tutte le altre coppie che hanno gli occhi di colore diverso.
Così magari se quel qualcuno a cui le coppie di occhi misti non piacciono vuol dire qualcosa su di noi, può farlo senza timore di smentite: le coppie di occhi misti non esistono, si può dire qualunque cosa di un’entità fantastica.
Vi piace come scenario?
No?
Vi pare un po’ “Alabama anni ‘50″?
Allora filate a firmare l’appello di gay.it perché le coppie gay non siano cancellate dal censimento Istat 2011.
(Nel caso in cui ve lo chiedeste: le coppie di fatto etero sono conteggiate dal censimento. Non è questione di matrimonio/non matrimonio.)
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