Jan
03
2010
5

Cinema!

Lo Sherlock Holmes di Robert Downey Jr. e di Guy Ritchie è un bisessuale1 maniaco-depressivo2 con una tendenza alla razionalizzazione compulsiva3 che si muove in mezzo a una Londra vittoriana-steampunk4.

L’ho amato dal primo istante all’ultimo, in attesa del sequel5.

E, sia detto per inciso: Downey Jr è più fascinoso di Jude Law. La McAdams smuove qualche mezzo battito solo quando si traveste da maschio6, e direi che qui possiamo chiudere prima di finire sul monologo di Tarantino-Avery a proposito di Top Gun.

  1. non che sia un’interpretazione originale, percarità. Ma qui la battuta su “la nostra stanza” apre molti scenarî. []
  2. …but now and again a reaction would seize him, and for days on end he would lie upon the sofa in the sitting-room, hardly uttering a word or moving a muscle from morning to night. On these occasions I have noticed such a dreamy, vacant expression in his eyes, that I might have suspected him of being addicted to the use of some narcotic, had not the temperance and cleanliness of his whole life forbidden such a notion. Arthur Conan Doyle, A Study in Scarlet, ch.2 - vi basta come prova? []
  3. un geek, insomma. []
  4. in cui vale la geografia di Team America per cui dal Parlamento a Tower Bridge si arriva in cinque minuti senza un capello fuori posto. La sala ha rumoreggiato, noi glielo perdoniamo. []
  5. c’era bisogno di chiederlo? []
  6. voglio quel panciotto. []
Aug
19
2009
18

Il genere dei baci.

Un po’ di link - se ne sono accumulati ben due su un tema, mi ritorna in mente una cosa letta andando a vedere il blog di un commentatore, urge un post. Svaccato, eh.

Simon Callow, detto anche “il funerale di Quattro matrimoni e un funerale1 racconta di una piiiiiccola mancanza nel curriculum delle scuole di recitazione: come interpretare una scena di sesso. Il che pone alcuni problemi di know-how se le dette scene sono con con il sesso che non ti interessa; ma ne pone anche se il partner sulla scena è tale nella tua vita. Divertente e istruttivo, con aneddoti da grande attore.

E a proposito di passare per un altro gender sulla scena: AfterElton classifica gli attori gay e bisessuali che hanno interpretato e interpretano eterosessuali di ferro. Ne mancano alcuni (Raymond Burr, santinumi, Perry Mason!), in alcuni casi la classificazione dell’attore è basata un bel po’ sul pettegolezzo: ma lasciamo correre, ché al primo posto c’è Neil Patrick Harris e il voto è dato in Steve McQueen - e, insomma, il tutto è piuttosto divertente, non solo per la viperata

we could have done the whole list with Brits who have “Sir” attached to their names, but we wanted to mix it up.

E in effetti tutti questi elogi all’attore etero di turno che “ha il coraggio di mettersi nei panni di un gay o persino di baciare un uomo” sono venuti un po’ a noia.23

Ché poi ti trovi un Robert Pattinson4 che si premura di dichiarare quanto gli faccia schifo baciare i suoi coprotagonisti. Ma gli dobbiamo essere grati, ché la sua dichiarazione da il la a una contro-dichiarazione di nientemeno che Sir Ian McKellen:

Rilasciare queste dichiarazioni mi sembra poco da gentiluomini e poco professionale. In decenni di carriera ho dovuto recitare scene ben impegnative, sarebbe solo ridicolo se dicessi che che il momento più difficile è stato quando ho baciato Judy Dench.

da cui un commentatore del post linkato qui sopra parte per qualcosa che mi ha fatto ridere per giorni:

Ian McKellen ha ragione: sono altre le scene difficili.
Avete presente la scena del “tu non puoi passare”? Beh, il Balrog era vero.

E su questa, buonanotte a tutti. Con un bacio.

Quanta beltà, eh? (Se cercate su youtube cè tutto il video: Tennant bacia prima Barrowman - che finge di svenire - poi Russell T Davies. Praticamente una fanfic slash del Dottore, ma dal vivo.)

Se cercate su youtube c'è tutto il video: Tennant bacia prima Barrowman - che finge di svenire - poi Russell T Davies. Praticamente una fanfic slash di Doctor Who, ma dal vivo.

  1. ma fa anche altro: abbiamo anche avuto il piacere di vederlo nelle vesti di Pozzo in Waiting for Godot qualche mese fa. Esageratamente bravo, e stava dividendo la scena con Patrick Stewart e Ian McKellen. []
  2. Detto questo, io ho passato Milk a piangere: ho iniziato dal ritaglio di giornale su Stonewall, e poi è tutta in discesa. []
  3. Più o meno a proposito: il questionario per eterosessuali, via fbomb. Sentitevi liberi di rispondere nei commenti. []
  4. che a me era pure piaciuto come Cedric Diggory, prima che me lo conciassero da simil-Angel-ma-niente-sesso-prima-del-matrimonio. Ahimé. []
Aug
13
2009
8

Life on Mars.

Dopo tre mesi di osservazione, penso di poter dire che la seccatura bipolare manca completamente di regolarità nei suoi episodi. Il che, unito alla rapidità dei cicli, rende ogni progetto un terno al lotto.

Un esempio: oggi ho trottato tutto il pomeriggio dalle due alle otto. Se non bella felice, almeno bella efficiente.

Ma tra la scorsa settimana e questa ho passato alcuni giorni non riuscendo ad alzarmi dal letto. Troppo rimbambita anche per fare una spesa online1. Facendo fatica persino a leggere TvTropes. Facendo fatica anche a restare sveglia, a dirla tutta.

Dovrò rassegnarmi al fatto che “avere una disability” mi rende meno capace di fare delle cose come la maggior parte degli altri, vero?

A proposito: TvTropes è una droga. No, non mi sono ancora iscritta. Sì, ho pensato di farlo per aggiungere un paio di cose. Che andavano da Tancredi e Clorinda a Doctor Who2 passando per Gilda.

Varie ed eventuali:

L’ha già linkato mezzo mondo: filate a leggere quel che spiega Tupaia (detta anche Mrs Inminoranza) sull’influenza maiala.

E Violetta ha iniziato una serie che pare promettente.

Non avete ancora letto Sono io che me ne vado? Leggetelo!

Non avete ancora letto "Sono io che me ne vado"? Leggetelo!

Per avere un Holter non urgente ho dovuto aspettare poco più di tre settimane. E me lo tolgono di sabato3. Ah, questa orribile sanità inglese.

Ovviamente saranno le 24 ore nell’anno in cui non avrò un battito fuori posto.

Mi hanno fatto i complimenti per come leggo in inglese. “Leggo” ad alta voce, si intende. Non nego che mi abbia ringalluzzito alquanto.

Leggere (per i fatti miei, invece) in parallelo Nineteen Eighty-four e V for Vendetta è interessante. Peccato non faccia bene ai miei ritmi circadiani - e non sono ancora entrata al Miniluv.

La dittatura perfetta come dittatura del “tu sei”. Si parva licet, mi viene in mente da pensare ai casi miei. Quel (peraltro delizioso) signore che “ma sei italiana, non puoi essere protestante!”4 O la presunzione che la qui presente non possa che essere eterosessuale56.

A proposito: ho rivisto Strangers on a train, per la prima volta da quando ero una ragazzina. Rimango basita da come pressoché tutti i film che sapevo pressoché a memoria nella mia adolescenza si possano trovare a proprio agio in un programma di queer cinema. Soprattutto perché a quindici anni (ma pure a diciassette) non me ne accorgevo nemmeno lontanamente.

Last but not least: mio marito è un uomo meraviglioso. Lo dico troppo poco spesso.

(No, amore, non lo dico per convincerti a prendere in casa un micetto, anche se sai che sarebbe tanto carino.)

  1. quando ti capita di essere bloccata a letto più di quanto vorresti ti trovi una serie di faccende utili che puoi sbrigare dal letto: la spesa online è una di queste. []
  2. il Crowning Moment of Awesome di Martha Jones è dare un due di picche al Dottore, non solo salvare il pianeta. []
  3. mattina, alle 9, a Bromley. Non si può avere tutto dalla vita. []
  4. tecnicamente, è vero che sono ancora registrata come appartenente alla Chiesa Cattolica, nonostante una scomunica latae sententiae partita in automatico il 30 maggio 2004. Se questa storia non rientra subito penso che il mio ecumenismo avrà la peggio. Ma guarda te se la mia religiosità di minoranza deve essere più rispettata in una mezza teocrazia che non in uno Stato laico… []
  5. no, anche prima che mi sposassi. E comunque, anche da sposata: bi-ses-sua-li-tà. Cinque sillabe son troppe da capire? Dobbiamo affrontare la storia che “non esistono e quelli che esistono son tutti dei farfalloni amorosi che vanno di letto in letto conquistando tutto quel che respira”? Ché se questa storia del “di letto in letto” è vera qualcuno mi deve un rimborso per la mia adolescenza, grazie. []
  6. basta incontrarmi tre volte per capire che sono piuttosto femminile, ma ho un certo penchant per i panciotti - con o senza orologio ma con è meglio - per le camicie da uomo, e mi trucco poco. Corollario: ci son giorni che mando fuori scala qualunque gaydar. Suvvìa. []
Aug
03
2009
6

Here comes the fuzz.

Qualche tempo fa mi arrivò un sms di Violetta: “Shaun of the Dead ha dei movimenti di macchina così belli che a volte mi scordo di ridere”.

Ora: io ho dei problemi con i film dell’orrore. Quando mi hanno fatto vedere Alien io ho fatto un salto di venti centimetri sul divano, ed ero sdraiata (il signor consorte, all’epoca fiancé, ancora ride). Soffro di insonnia. Diamine, senza aiuti narrativi faccio degli incubi così in technicolor che mio marito (quello là che si vanta di vedere tutti gli alien a fila senza batter ciglio) si inquieta a sentirmeli raccontare.

Ma ho una mamma che non si perde un film con Steven Segal. Credo sia la punizione di mio padre per averla portata a vedere film sperimentali cechi degli anni ‘70 quando erano giovani.

Per un’ossessione ho quindi ripiegato su Hot Fuzz.

Che ha degli stacchi di montaggio così belli che a volte non ci credi, e una sceneggiatura in cui l’economia1 è così onnipresente ma lieve da essere notata solo a una seconda visione.

Con il marito, contavamo stasera, siamo dalle parti della ventesima.

Ridiamo tutte le volte.

Che aspettate a ridere anche voi?

Have you ever fired a gun in the air and gone ‘Aaaahh!’?
No, I’ve never fired a gun in the air and gone ‘Aaaahh’.

[Giusto per dare un'idea dell'aria che tirava, l'alternativa era: HF, Mean Girls (il marito deve ancora vederlo, io gli ripeto che c'è Tina Fey che fa l'insegnante di matematica2 ma lui pare scettico3 ), o l'infilata The Empty Child/The Doctor Dances (scartato perché avremmo passato un'ora e venti a ripetere a memoria le battute coprendo il dialogo).]

  1. nel senso di “nulla va sprecato”: quella cosa per cui Spielberg reputava Ford il suo maestro in termini cinematografici, detto nulla. []
  2. sono una pervertita, lo so. []
  3. e fa male, è un film meraviglioso, vedetelo. Soprattutto se vi piacciono le donne intelligenti, o con i capelli rossi, o con gli occhiali. []
Jul
27
2009
8

Dos and Don’ts.

Il mood positivo ha retto fino a oggi. Un record di durata per il suddetto mood positivo-normale; il suo fratello mood depresso ha per contro la tendenza a installarsi in casa per tempi lunghi (con punte di mesi), ma su questo ci lavoreremo.

Comunque, anche se oggi ero troppo giù per fare una spesa online1 senza rischiare di spendere ottanta sterline in chevda perché whatever, ho tratto dalla mia esperienza alcune utili lezioni.

  1. Fatti un caffé o un té la mattina. Anzi, fattene anche due. Sopra i tre potresti iniziare ad arrampicarti sul soffitto (il che di solito prelude a un crollo), quindi fermati lì. Ma: fatti una tazza di fitoterapico stimolante da banco del Costcutter.
  2. Il Virgin Mary è una panacea, anche se non rimpiazza la caffeina del punto 1. Soprattutto se bello piccante - Tabasco e horseradish. Tieni sempre del succo di pomodoro in casa.
  3. No, quella confezione di pork scratchings non ti tirerà su di morale. Più che altro ti tirerà giù lo stomaco. Son buoni, ma tienili per quando sei su.
  4. La funzione random page di Wikipedia, per ovvio corollario alla Legge di Murphy, ti porterà in tutte le pagine più deprimenti dell’universo. Inoltre ci passerai almeno mezz’ora. Evita. Trovati qualcos’altro. MA:
  5. NON, ripeto, NON mettere su il DVD di C’era una volta in America con l’idea “almeno colmo un’imperdonabile lacuna nella mia cultura cinematografica”.

Sì, sono una pisquana (anche perché sapevo la trama, da brava cinefila; e sapevo quanto Leone mi faccia star male dalla bellezza).

Beh, almeno per il prossimo swing sono preparata, almeno in teoria.

(E ricorda sempre: lo sai che la sera andrà meglio. Tieni duro.)

  1. una delle mie misure oggettive del mio stato di funzionalità nel mondo. Subito sopra ci sono: fare la lavatrice, cucinare senza tagliarsi e rimettere a posto la cucina senza far cadere i bicchieri. []
Jun
13
2009
6

Wishful drinking.

Ho appena letto un libro - beh, è la trascrizione di uno spettacolo tetrale - che fa ridere. Molto.

C’è il migliore amico della protagonista che le muore nel letto mentre dormono insieme (no, niente sesso), papà che lascia mamma per la migliore amica di famiglia (poi viene scaricato e procede ad andare a letto con un alto numero di altre donne, mentre mamma si fa mangiare quasi tutto il patrimonio da altri due mariti), una dipendenza da alcool e droghe con molte ricadute, un marito dolce ma disastroso e uno che molla la nostra eroina (con prole) per un uomo, una malattia mentale con annessi elettroshock. E cose così.

Non dovrebbe essere divertente. Soprattutto considerato che è tutto vero. Eppure ridi.

L’ha scritto quella signora che trentadue anni fa si è trovata con l’acconciatura più improbabile della Storia del cinema, e da lì ad materiale di autoerotismo per metà dei giovani, e la quasi totalità dei nerd, d’Occidente.

Si chiama Wishful Drinking.

C’è anche una serie di splendide (e, di nuovo, molto divertenti) descrizioni di cosa voglia dire avere la testa di una bipolare, “dall’interno”. Nel caso vi interessi la materia.

May
29
2009
6

L’inevitabile post su Star Trek.

[Il mio già scarso puritanesimo si prende una pausa. L'inevitabile post su quella faccenda un'altra volta.]

Dunque: l’abbiamo già visto due volte. Anteprima e Imax. Lo vedremo una terza, in attesa del DVD.

Notare il plurale. Qui Star Trek è una faccenda di famiglia.

Non è solo di famiglia quella di origine, di quando ero bambina e lo vedevo ogni tanto con mia mamma e ci piaceva tanto come ci piaceva tanto Asimov e poi io Spock e Uhura li guardavo a occhi spalancati. (Abbiamo presentato, nella serie cliché: l’infanzia della matematica con una passione per i diritti civili.)

No, c’è proprio una storia precisa. Tratta di come ci siamo trovati a essere una famiglia io e il marito. Vediamo… tenere un blog permette di conservare un po’ di memoria in più… scartabelliamo…

Il 22 aprile 2004. Avevo appena aperto un blog, sobillata da Violetta. Ero single e generalmente in cerca di una ragazza per cui non perdere troppo la testa, ma magari qualche notte di sonno sì. E scrivevo un post svaccato. “Mi piace Star Trek, in particolare Data, e la salsa di soia” - profondo, eh? Rivelatore, non trovate? Ma il post dava il via a una reazione a catena, in un altro blog e nei suoi commenti. E poi da un altro blogger che aveva commentato il primo. Che il 4 giugno seguente incontravo davanti al cinema Odeon di via Santa Radegonda. E rimanevo COSÌ. Occhi spalancati davanti a quel nivore (d’estate all’ombra di un portico i biondi sono sempre più biondi), e un generale senso di ah, eccolo lì, quello lì, proprio lui, l’avrei riconosciuto tra mille (e infatti l’ho puntato subito anche senza averne mai visto la faccia). E ora di luglio eravamo tra le braccia l’uno dell’altro. E ancora un anno, e vivevamo insieme. E un anno e mezzo ancora, e decidiamo insieme  - ma l’eroe alla fine è lui. Inciso: i trekker capiranno il titolo di quest’ultimo post linkato (e perché mi ci opposi un po’, a quel titolo, con un sintetico ma sentito Worf porta sfiga1 ). E qualche mese dopo abbiamo le fedi al dito. E ora son quasi tre anni da quel giorno, ed è qui che dorme beato nel nostro letto2.

Dicevamo.

Il film, Star Trek, 2009, di J.J.Abrahms.

(Trama: Una nave arriva dal futuro, cambia i destini di un giovanotto - e di quelli che nel futuro sarebbero stati i suoi compagni di viaggio. O forse i destini, anche cambiati, non possono che riportare le persone dove devono essere?)

Siamo logici. Andiamo per punti.

Ha un cast che recita. Karl Urban è, per rubare le parole di John Ford a Claire Trevor, così bravo che non te ne accorgi - salvo non riconoscerlo da The Lord of the Rings. Gli altri sono una delizia - la meno solida è probabilmente Zoë Saldana, ma regge comunque sempre, regge anche la battuta “I’ll be monitoring your frequency”. Ah: sono una serie di pezzi di [ehm!] bei fanciulli ambosessi, di varî tipi di bellezza. Quindi solo l’eye candy factor è alle stelle. Il meno bello è Simon Pegg, ma compensa con la vis comica, e Simon Pegg che fa Scotty3 è un sogno per qualunque geek che si rispetti.

Ha una regia non “point and shoot” - per la prima volta dal film di Wise, che infatti era un regista con i controsperoni. Stacchi rapidi, camera a mano ma non pesantemente (anche grazie agli stacchi rapidi), con inquadrature ben composte e movimenti di macchina pensati (il passaggio da Kirk a Spock nell’imbarco sull’Enterprise, per dire - tutto quello che devi sapere sui due ti viene spiegato in un piano sequenza senza parole o quasi).

La sceneggiatura riesce a farsi capire da chi non ha mai visto un episodio (ok, all’inizio devi aspettare dieci minuti per un paio di chiarimenti: ma capita in molti film); per gli altri ci sono i vecchi personaggi con una spezia nuova, con una seconda giovinezza; per i fan ci sono tutte le battute al punto giusto, compresi i 47, una Picard manoeuvre4, “I am, and shall always be…”, un’orioniana in reggipetto (in una scena irresistibile), dump the core (poteva mancare?), la redshirt e ovviamente la Kobayashi Maru. Dulcis in fundo la storia non sono tre episodi incollati insieme (sesto film, non far finta di nulla, sto guardando te). E ha il coraggio di prendere pezzi del passato (personaggi della serie originale, psicologie da The Next Generation5, quasi da Deep Space 96 ) per fare qualcosa di nuovo e (spoiler! da qui alla fine del paragrafo! spoiler!) resettare tutto davvero.

La musica c’è, è nuova (tradizionalissima, eh, percarità) ma alla fine si sente quella originale senza quelli che il marito ha definito diplomaticamente come i fottutissimi bonghi, mio dio, i fottutissimi bonghi7. OK, la musica è il campo in cui l’Eterna Disfida Star Wars/Star Trek è vinta certamente dal primo per un KO al primo round8 quindi non aspettatevi il mondo.

La nave del cattivo è bellissima. Bellissima. Un polipo di piombo appuntito e nero.

Scene e costumi fanno sognare al punto giusto, come ci si aspetta dal genere.

Gli effetti sono dell’ILM, una certezza.

Al dunque (tesi): io lo consiglio, salvo severa allergia alla fantascienza; per ovvî motivi di genere consiglio anche la visione su grande schermo. Per le ragioni esposte all’inizio del post potete pensare che non sia esattamente oggettiva: ed è vero, non lo sono. Ma sappiate che dir bene di un film che non mi piace mi è impossibile anche per far felice il marito.

Insomma (corollario): filate al cinema, è roba buona.

  1. una specie di vendetta del “black guy gets it first”, osservabile anche nel caso di Jake Sisko;  in The West Wing nel caso di Charlie Young; in ER nel caso dei dottori Bennett e Kovac’ (che non è nero ma è etnicamente connotato comunque) []
  2. non lo sveglia nemmeno una rissa tra il cane psicolabile dei vicini e - una volpe? uno scoiattolo? un gatto asmatico? []
  3. per chi non ha mai visto nemmeno un episodio: l’Ingegnere Che Fa Miracoli []
  4. a proposito: voglio Zachary Quinto in Vulcan Love Slave - part 2. Su le mani nei commenti, ditemi che almeno in due cogliete la citazione []
  5. di nuovo per quelli che non hanno mai visto: la seconda serie di Star Trek - stesso universo, qualche anno dopo, nuovi personaggi []
  6. la terza serie, la mia preferita nonostante Patrick Stewart nella seconda o un dottore melomane, una capitana e un’ingegnera nella quarta []
  7. immaginatevi queste parole declamate a gran voce nell’atrio della Waterloo Station deserta. Ditemi che non è comico. []
  8. o meglio al secondo, con l’Imperial March []
Mar
27
2009
3

Dovrei studiare, ma

  1. Ho iniziato The Indian Clerk di David Leavitt. L’impiegato del titolo è lui, e la storia è raccontata dal punto di vista di Hardy. Meno matematica che in The Man Who Knew Too Much (per ora: ma ci sono n pagine di bibliografia e si vede che Leavitt ha fatto i suoi compiti), più vicende gay che in The Man… (e ci mancherebbe: quello di Hardy per Ramanujan è probabilmente l’amore romantico più travolgente della storia della matematica - ora che ci penso, non me ne vengono in mente altri, e se ne avete per le mani raccontateli nei commenti). Grazie di nuovo a Paolo per il consiglio. [In tutto questo: i corsi per i cui esami devo studiare si sono svolti per la maggior parte in una saletta chiamata Hardy Room. C'era una foto - appesa sul muro ad un angolo con le fonti di luce tale da rendere impossibile il fotografarla, sorry - della squadra di cricket "Hardy's Mathematicians vs Rest of the World". Epici.]
  2. Battlestar Galactica è finito. Ci mancherà. Ci mancheranno soprattutto le sue donne. Che [segue qualche spoiler] hanno pilotato astronavi da guerra, guidato la sopravvivenza della razza umana, pianificato il genocidio della razza umana, creato la razza umana e qualcun altra; hanno imprecato (un bel po’, come si evince dal video linkato pocanzi), sparato (idem), ucciso, curato ferite; hanno sedotto (uomini e donne), fatto sesso (come sopra), avuto figli, mariti, amanti, posizioni di potere; hanno lottato per rovesciare il potere, tradito, pianto, riso, letto libri; sono morte e sono nate e sono sempre esistite. Sempre così alla pari con i maschi da non doverlo nemmeno dire.
  3. Per quel bel figliolo di Jamie Bamber c’è sempre Law and Order: UK. Che in più ha Freema Agyeman (hai detto poco, Martha Jones in tenuta da barrister), e Londra. Non esattamente una serie profonda, ma un piacevole tre quarti d’ora.
  4. Per trovare ragazze in gamba su uno schermo ci rivolgeremo a Dollhouse - abbiamo lì gli episodi, ma abbiamo solo visto il primo. Eliza Dushku è sempre una delizia; per il resto sappiamo che Joss Whedon carbura con calma (le recensioni dicono che dal sesto episodio in poi inizia il vero divertimento).
  5. A proposito di Joss Whedon, prosegue la maratona “ci rivediamo tutto Buffy e tutto Angel“. Ok, saltando Inca Mummy Girl e Beer Bad (e un paio di altri episodi), perché siamo geek ma non masochisti.
  6. Maratona che prendiamo con calma (siamo diventati quasi-maturi e quasi-non-così-ossessivi, evidentemente): stasera abbiamo finalmente visto Futurama: Into the Wild Green Yonder. Non all’altezza del miglior Futurama, ma questo non gli impedisce di essere spendido. Anche Fry, Leela e Bender ci mancheranno. (Soprattutto Leela e Bender, ovviamente.) (Soprattutto Bender in Put Your Head on My Shoulder quando fa la pimp-walk.)
  7. L’altroieri sera, invece, il marito ha molto apprezzato The Celluloid Closet. Io me lo sono gustato come se fosse la prima volta (sarà stata la decima) e mi ha fatto venir voglia di (ri)vedere un po’ di vecchi film - non sono del tutto convinta che la governante di Rebecca sia lesbica, e sì che ho visto il film almeno venti volte. (D’altra parte ci ho messo il mio bel tempo a capire che la vera tensione erotica di Gilda non coinvolgeva Rita Hayworth. Va bene, ero distratta - appunto - da Rita Hayworth.)
  8. Devo trascinare il marito a vedere Gran Torino.
  9. Non che mi sia dispiaciuto vedere e rivedere Watchmen, anzi. E da qualche parte, prima o poi, lo devo scrivere: Watchmen passa il Bechdel Test. (Madre e figlia parlano della Tijuana Bible.)
  10. Che altro? Certo! Ministry of Space, ossia “se la corsa allo spazio fosse stata guidata dagli uomini di Sua Maestà Britannica”. Fantascienza inglese, quindi spensierato come un giorno di diluvio universale - ma con una levità tutta sua. L’ultima tavola è da standing ovation.
  11. E non ho nemmeno fatto un post per l’Ada Lovelace Day. Avrei dovuto iniziare da Susan Calvin, e poi non avrei finito più.
Mar
21
2009
1

Barbados, esami, primavera, simplessi, té, e schermi.

[Un post polimorfo.]

Sono quasi andata alle Barbados. Ieri sera la collega (la chiamerò la Deliziosa Teutonica) mi ha detto che lei non sarebbe andata al MegaConvegnoStraFigo (dove c’è anche - indovinato? - il Genio Greco) causa salute traballante, e poi: “Vuoi andarci tu? Prendi l’aereo domenica al mio posto, tanto è tutto pagato.” Ma, ahimé, non si poteva cambiare il nome sui biglietti aerei, quindi niente.

Ne guadagnerà la mia preparazione per gli esami, che sono:

  1. quattro
  2. tosti
  3. tra un mese esatto
  4. giusto nel periodo in cui vengono a trovarci suoceri, genero, e fidanzata del genero.

Ah, devo anche decidere quali quattro esami fare dei sei corsi che ho seguito. Considerato che

  1. processi stocastici è di un difficile che stronca (a meno che tu non stia facendo un dottorato in probabilità)
  2. di un altro corso non sono più disponibili le dispense online (per fortuna ho stampato la vecchia versione - ora devo solo ritrovarla), e non sono mai stati disponibili mock exam
  3. un terzo corso era in probabilità, e incomprensibile per il dottorando in probabilità

sarà una scelta interessante.

(Sì, i corsi erano in larga proporzione di probabilità. Il che dà un lieeeeeve vantaggio agli studenti del campo. E un lieeeeve svantaggio a quelli che, come la qui presente, sanno giusto le basi della materia.)

Ma non tutto è grigio! Anzi.

La primavera è bellissima - il cielo è stato azzurro tutta la settimana, il clima tiepido, le giornate sempre più lunghe (uno dei motivi per cui vivere a Nord mi piace: d’inverno tanto non esci, d’estate in compenso hai luce fino a tardi).

Sto riuscendo a leggere articoli e pensare. Bei simplessi che si rigirano con dei bei nomi per i loro vertici. Generalizzazioni. Connessioni da trovare. Ah, devo inventare una definizione, il che mi fa sentire potente.

(Stacco, Robin Hood di Disney, il Principe Giovanni che dice “Questa corona mi dà il senso del potere! potere! potere! Permettimi una lieve sghignazzata, Biss - potere….”)

(Come, non ditemi che sono la sola a sapere a memoria Robin Hood di Disney.)

(Ovviamente, ora dovrò smettere con gli articoli per preparare gli esami. Un accidente sale spontaneo.)

Oggi sono stata al mio primo té inglese in una casa inglese con signori inglesi. Effetti collaterali del frequentare una chiesa accogliente. Ho mangiato un pane alla melassa (credo) spalmato di burro salato che era una delizia dei sensi, scoperto le meraviglie della rete dei canali britannici (se qualcuno vuole farci un giro in narrowboat, ora so di conoscere qualcuno che ne organizza), e ascoltato alcuni interessanti aneddoti sui retroscena di Trooping the Colour.

Lunedì con il marito torniamo a vedere Watchmen all’Imax, che non è bello quanto il libro (yaaaawwwn) ma è un gran bel film. E questa volta devo vedere se riconosco in Night Owl il mormone di Angels in America.

(Se non avete mai visto Angels in America, vedetelo.)

Per finire: consigli su un netbook? Lo schermo del mio portatile ha deciso di essere creativo e abbellirsi di una macchia nera e di alcune righe bianche, e la faccenda non mi piace affatto….

Mar
07
2009
4

Non capire (per sentirsi più intelligenti).

Ok, il film potrebbe essere orribile, percarità[1]. Ma pensare di essere molto intelligente scrivendo del film tratto da Watchmen

Nite Owl, who keeps his old superhero outfit, rubbery and sharp-eared, locked away in his basement, presumably for fear of being sued for plagiarism by Bruce Wayne

è alla pari del pensare che denoti una superiore sensibilità artistica il lamentarsi che in un adattamento cinematografico (o televisivo, o fate voi) di Guerra e Pace Pierre Bezuchov non è in controllo del proprio destino.

(Non avete letto Guerra e Pace o Watchmen? Leggeteli, diamine! Dico sul serio, son proprio belli!)

(Per quelli che “ossignore, sta dicendo che un fumetto è rilevante quanto Guerra e Pace?”: non so. Forse. So che è il primo esempio che mi è venuto in mente [2].)

(Sul tema: Elisabeth Rappe, via Kekkoz, non si capacita di come ci sia gente che (a) si vanta di non capire [3] (b) ancora si aspetta che i fumetti siano allegre storielle da ragazzini. Se non altro perché sono cresciuta in mezzo a tavole di Crepax[4], mi associo.)

[1] Spero di no, ho già preso i biglietti per l’IMAX.
[2] Essendo probabilmente il mio libro preferito, non mi stupisce.
[3] Questa mi è sempre sembrata la cosa più idiota dell’universo. Non capisci? Capita: ma vantarsene è la cosa di peggior gusto che tu possa fare. C’è gente che si sforza per capire quel che non sa, attività tra le più nobili che un essere umano possa intraprendere[3.1]: vantandoti di non capire li insulti.
[3.1] Ho appena finito di vedere Milk[3.1.1], e sono lirico-impegnata.
[3.1.1] Vedetelo. Subito.
[4] Sono cresciuta assolutamente candida, ingenua (credo di aver scoperto l’esistenza del sesso orale intorno ai diciassette anni, e approssimo per difetto, per dire), e con un nudo integrale in bella mostra nel salotto di casa. E anche imparando a memoria buona parte del Don Giovanni prima dei sei anni, ma questa è un’altra storia.

Feb
15
2009
4

Le grandi spedizioni di restodelmondo.

Watchmen all’IMAX, dalla seconda settimana ché la prima il marito è via per lavoro. Fatemi sapere al più presto.

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