Nov
06
2009
2

(Cinque anni e mezzo.)

A volte, come stasera, proprio mi manca.

È quello sulla sinistra.

(È quello sulla sinistra. Ci avrebbe potuto fare una battuta.)

Credo che avrebbe avuto buone idee da darmi in questo momento in cui ne ho bisogno, e ci avrebbe pure tirato fuori un sermone di mezz’ora che passava in cinque minuti - con una pagina di bibliografia dottissima distribuita alla fine della funzione.

Cercherò di andare avanti cercando di indovinare che mi avrebbe detto, sapendo che non sarò mai capace quanto lui.

Certo che a volte, come stasera, è proprio dura.

Aug
13
2009
8

Life on Mars.

Dopo tre mesi di osservazione, penso di poter dire che la seccatura bipolare manca completamente di regolarità nei suoi episodi. Il che, unito alla rapidità dei cicli, rende ogni progetto un terno al lotto.

Un esempio: oggi ho trottato tutto il pomeriggio dalle due alle otto. Se non bella felice, almeno bella efficiente.

Ma tra la scorsa settimana e questa ho passato alcuni giorni non riuscendo ad alzarmi dal letto. Troppo rimbambita anche per fare una spesa online1. Facendo fatica persino a leggere TvTropes. Facendo fatica anche a restare sveglia, a dirla tutta.

Dovrò rassegnarmi al fatto che “avere una disability” mi rende meno capace di fare delle cose come la maggior parte degli altri, vero?

A proposito: TvTropes è una droga. No, non mi sono ancora iscritta. Sì, ho pensato di farlo per aggiungere un paio di cose. Che andavano da Tancredi e Clorinda a Doctor Who2 passando per Gilda.

Varie ed eventuali:

L’ha già linkato mezzo mondo: filate a leggere quel che spiega Tupaia (detta anche Mrs Inminoranza) sull’influenza maiala.

E Violetta ha iniziato una serie che pare promettente.

Non avete ancora letto Sono io che me ne vado? Leggetelo!

Non avete ancora letto "Sono io che me ne vado"? Leggetelo!

Per avere un Holter non urgente ho dovuto aspettare poco più di tre settimane. E me lo tolgono di sabato3. Ah, questa orribile sanità inglese.

Ovviamente saranno le 24 ore nell’anno in cui non avrò un battito fuori posto.

Mi hanno fatto i complimenti per come leggo in inglese. “Leggo” ad alta voce, si intende. Non nego che mi abbia ringalluzzito alquanto.

Leggere (per i fatti miei, invece) in parallelo Nineteen Eighty-four e V for Vendetta è interessante. Peccato non faccia bene ai miei ritmi circadiani - e non sono ancora entrata al Miniluv.

La dittatura perfetta come dittatura del “tu sei”. Si parva licet, mi viene in mente da pensare ai casi miei. Quel (peraltro delizioso) signore che “ma sei italiana, non puoi essere protestante!”4 O la presunzione che la qui presente non possa che essere eterosessuale56.

A proposito: ho rivisto Strangers on a train, per la prima volta da quando ero una ragazzina. Rimango basita da come pressoché tutti i film che sapevo pressoché a memoria nella mia adolescenza si possano trovare a proprio agio in un programma di queer cinema. Soprattutto perché a quindici anni (ma pure a diciassette) non me ne accorgevo nemmeno lontanamente.

Last but not least: mio marito è un uomo meraviglioso. Lo dico troppo poco spesso.

(No, amore, non lo dico per convincerti a prendere in casa un micetto, anche se sai che sarebbe tanto carino.)

  1. quando ti capita di essere bloccata a letto più di quanto vorresti ti trovi una serie di faccende utili che puoi sbrigare dal letto: la spesa online è una di queste. []
  2. il Crowning Moment of Awesome di Martha Jones è dare un due di picche al Dottore, non solo salvare il pianeta. []
  3. mattina, alle 9, a Bromley. Non si può avere tutto dalla vita. []
  4. tecnicamente, è vero che sono ancora registrata come appartenente alla Chiesa Cattolica, nonostante una scomunica latae sententiae partita in automatico il 30 maggio 2004. Se questa storia non rientra subito penso che il mio ecumenismo avrà la peggio. Ma guarda te se la mia religiosità di minoranza deve essere più rispettata in una mezza teocrazia che non in uno Stato laico… []
  5. no, anche prima che mi sposassi. E comunque, anche da sposata: bi-ses-sua-li-tà. Cinque sillabe son troppe da capire? Dobbiamo affrontare la storia che “non esistono e quelli che esistono son tutti dei farfalloni amorosi che vanno di letto in letto conquistando tutto quel che respira”? Ché se questa storia del “di letto in letto” è vera qualcuno mi deve un rimborso per la mia adolescenza, grazie. []
  6. basta incontrarmi tre volte per capire che sono piuttosto femminile, ma ho un certo penchant per i panciotti - con o senza orologio ma con è meglio - per le camicie da uomo, e mi trucco poco. Corollario: ci son giorni che mando fuori scala qualunque gaydar. Suvvìa. []
Aug
03
2009
1

Corsera sulla notizia.

Più di un anno dopo l’uscita (il primo episodio era in rete il 15 luglio 2008), il Corriere scopre Doctor Horrible’s Sing-Along Blog.

corserhorrible

Sono solo io a trovarlo imbarazzante? Voglio dire: ne ha parlato mezzo mondo (qui Time, per dire - per il resto andate sulla pagina di wikipedia linkata qui sopra). Almeno otto mesi fa.

(Se non volete rovinarvi il fegato e avete voglia i cincischiare, sentitevi liberi di discutere nei commenti delle vostre preferenze tra le cinque nomination per la best dramatic presentation, short form” dello Hugo Award di quest’anno. Io sono combattuta tra Dr.Horrible perché non è solo un’operazione geniale, è anche splendido (e poi, diamine: Joss Whedon, gli dobbiamo tanto); dare un saluto a quella bella serie di pugni nello stomaco e donne splendide che è stato Battlestar Galactica; Turn Left perché è una distopia britannica1 con delle altre gran donne, e Steven Moffat che cita Borges e sarebbe al quarto Hugo consecutivo2. In ordine sparso, sia chiaro.)

  1. stavo per dire inglese, poi mi sono ricordata che l’ha scritta un certo gallese. []
  2. al quinto gli danno un tostapane. Laser. []
Aug
03
2009
6

Here comes the fuzz.

Qualche tempo fa mi arrivò un sms di Violetta: “Shaun of the Dead ha dei movimenti di macchina così belli che a volte mi scordo di ridere”.

Ora: io ho dei problemi con i film dell’orrore. Quando mi hanno fatto vedere Alien io ho fatto un salto di venti centimetri sul divano, ed ero sdraiata (il signor consorte, all’epoca fiancé, ancora ride). Soffro di insonnia. Diamine, senza aiuti narrativi faccio degli incubi così in technicolor che mio marito (quello là che si vanta di vedere tutti gli alien a fila senza batter ciglio) si inquieta a sentirmeli raccontare.

Ma ho una mamma che non si perde un film con Steven Segal. Credo sia la punizione di mio padre per averla portata a vedere film sperimentali cechi degli anni ‘70 quando erano giovani.

Per un’ossessione ho quindi ripiegato su Hot Fuzz.

Che ha degli stacchi di montaggio così belli che a volte non ci credi, e una sceneggiatura in cui l’economia1 è così onnipresente ma lieve da essere notata solo a una seconda visione.

Con il marito, contavamo stasera, siamo dalle parti della ventesima.

Ridiamo tutte le volte.

Che aspettate a ridere anche voi?

Have you ever fired a gun in the air and gone ‘Aaaahh!’?
No, I’ve never fired a gun in the air and gone ‘Aaaahh’.

[Giusto per dare un'idea dell'aria che tirava, l'alternativa era: HF, Mean Girls (il marito deve ancora vederlo, io gli ripeto che c'è Tina Fey che fa l'insegnante di matematica2 ma lui pare scettico3 ), o l'infilata The Empty Child/The Doctor Dances (scartato perché avremmo passato un'ora e venti a ripetere a memoria le battute coprendo il dialogo).]

  1. nel senso di “nulla va sprecato”: quella cosa per cui Spielberg reputava Ford il suo maestro in termini cinematografici, detto nulla. []
  2. sono una pervertita, lo so. []
  3. e fa male, è un film meraviglioso, vedetelo. Soprattutto se vi piacciono le donne intelligenti, o con i capelli rossi, o con gli occhiali. []
Jul
17
2009
6

Le nuove avventure della fangirl.

Il marito mi ha avvertito alle 10, quindi ero lì alle 11. Gli ultimi ad avere il posto per entrare nella coda erano lì dalle 6.

Sono comunque rimasta a fare due foto.

Cose che ho scoperto:

  1. effettivamente, John Barrowman non è fotogenico;
  2. e Gareth David-Lloyd lo è ancor meno, anche se ovviamente non arriva ai livelli di Barrowman;
  3. Eve Myles è - life imitating art, and all that jazz - incinta;
  4. è probabilmente più dura entrare nella sede dei servizi segreti a parlare con un’ambasciatore alieno che non in una coda di HMV: security gentilissima e inflessibile;
  5. fare la coda con un postino inglese padre di tre gemelle, una scozzese con i capelli viola e una figlia, e un signore compito dall’accento londinese è un’attività interessante di per sé;
  6. i fan duri e puri di Torchwood, quelli che stanno lì dalle 6 di mattina, tick every demographic box;
  7. Eve Myles e Gareth David-Lloyd non facevano autografi a quelli che non erano nella coda ma erano rimasti comunque in attesa tre ore speranzosi, come da istruzioni - ma salutavano con tutto il calore del vero attore professionista;
  8. John Barrowman, animale di scena in grado sommo, se n’è infischiato delle istruzioni. Ho la sua firma sul nostro dvd, insomma.

La degna conclusione di una settimana lunga ma proficua.

Jul
10
2009
12

Stasera tendo a pensare che la fantascienza inglese sia il genere più cupo della storia della narrazione.

Tendo anche a pensare che mi piaccia tantissimo.

Insomma [hic sunt spoiler]: Torchwood: Children of Earth è finito. Malissimo. Gli eroi lasciano intorno a sé la distruzione e l’infelicità, anche e soprattutto di quanto hanno di più caro. Gli everyman quando va bene conservano la dignità - se ce l’hanno, quel poco che hanno - ma non possono far nulla o quasi; quando va male sono strumenti infernali nelle mani del Potere. E per un malvagio che paga c’è qualcuno altrettanto spietato pronto a prenderne il posto. Non c’è via di scampo, insomma - al più la fuga, o il minimo raggio di sole inaspettato e imprevisto, che pure viene accompagnato dal terrore di far nascere un altro essere umano in questo paesaggio desolato.

Bellissimo, comunque. Persino John Barrowman recitava più che usare il suo solito far lo splendido (non che ci si lamenti, beninteso: anche John Barrowman in bretelle e cappotto della RAF che legge le pagine gialle secondo me venderebbe più di qualche biglietto): ovviamente manda un paio di occhiate delle sue: ma sono tragiche o lo diventano, questa volta.

Adesso vogliamo la quarta stagione. Anche se sarà difficilissimo eguagliare qualcosa come questo.

Jul
05
2009
9

In tutto questo,

il Pride di ieri è stato una delizia.

E non solo per la compagnia di una splendida blogger e scrittrice, che è sempre un piacere incomparabile rivedere.

Non ha piovuto (è bastato che comprassi un cappello), la parata era un meraviglioso turbinare di varia umanità: dalle Forze Armate ai Quaccheri passando per i dipendenti del trasporto pubblico, medici, avvocati, rugbyisti e giocatori di cricket e subacquei (Gay Lesbian Underwater Group, ossia GLUG - sto ancora ridendo), un alcune drag favolose, se non altro ingegneristicamente1, un paio di mediocri, e Stonewall che ha sempre lo slogan migliore del secolo,

some people are gay, get over it.

Non ho visto famosi attori (sì, Claudio, ce l’ho sempre con te per aver preso in braccio il capitano Jack Harkness John Barrowman :P).

Ho dato il mio contributo alla scienza, indicando quanto sono gay2 e lasciando il mio DNA a tre biologhe del King’s College che studiano eventuali origini genetiche dell’omosessualità femminile. Molto puntata di CSI. Molto carine anche le biologhe, va detto.

Mi sono commossa per le famiglie e per le coppie di vecchietti3, come sempre.

Foto a seguire.

  1. un abito che occupa metà di Regent Street ha i suoi perché architettonici []
  2. una simil-scala di Kinsey - in cui però si considerava non il comportamento quanto l’orientamento - da “mi piacciono solo i maschi” a “mi piacciono solo le femmine” passando per altri cinque gradi. []
  3. c’è anche il gruppo over-55, che orgamizza corsi di balli tradizionali scozzesi. Ditemi se non sono meravigliosi. []
Jun
23
2009
2

Sempre a proposito di donne iraniane.

Questa

Keep calm and carry rocks.

Keep calm and carry rocks.

mi sembra meravigliosa.

Jun
21
2009
1

A questo posto ancora non ci credo/My Fair Lady edition.

Avete in mente Royal Ascot? Massì che l’avete in mente. Cavalli, quarti di nobiltà e nobiltà intera, cappellini incredibili, la Regina in carrozza e Audrey Hepburn che grida “ma che ti pesa il culo?”.

Io tutti gli anni sono lì a spulciare tutte le foto dei cappelli, ovviamente - ma lì ormai sapete che è una mia tara (ereditaria, mi dicono, ma qui divaghiamo).

Comunque: sapete come ci vanno ad Ascot i signori in tight e le loro compagne comprese di cappellino? Beh, almeno: un bel po’ di loro?

In treno. Ci vanno in treno.

Waterloo Station, sabato mattina. Un Philip Treacy, a occhio. Glielo invidio, sì.

Waterloo Station, sabato mattina. Cilindri e un cappellino - di Philip Treacy, a occhio. Ditemi se quella piuma non è una delizia dei sensi.

Treno as in: trasporto pubblico di massa. Quello dei pendolari.

A volte mi innamoro proprio di questo posto.

Jun
16
2009
16

Di nuovo veli; e scarpe.

Non conosco l’Iran abbastanza da decifrare il codice dei vestiti delle donne alle manifestazioni per i brogli elettorali. Ma intuisco che un codice ci sia - dopotutto, in un Paese in cui un tacco troppo alto può darti problemi con la polizia un capo d’abbigliamento può sempre essere politico; e per una volta non è aria fritta da stilisti. Quanta testa scoperta, i colori, le Converse, i jeans, il chador. Peraltro: sono donne tra loro molto diverse, questo mi pare chiaro. Eppure sono tutte lì in piazza.

Solo una sciarpa rosa, le braccia mezze scoperte.

Solo una sciarpa rosa, le braccia mezze scoperte.

Jeans, Converse arancioni e un chador che lascia fuori una bella ciocca di capelli.

Jeans, Converse arancioni e un chador che lascia fuori una bella ciocca di capelli.

Chador, veli su veli; jeans solo per una. Non hanno paura di scontrarsi fisicamente con degli uomini, peraltro.

Chador, veli su veli; jeans solo per una. Non hanno paura di scontrarsi fisicamente con degli uomini, peraltro.

Sperando che non sia per nulla.

Jun
13
2009
6

Wishful drinking.

Ho appena letto un libro - beh, è la trascrizione di uno spettacolo tetrale - che fa ridere. Molto.

C’è il migliore amico della protagonista che le muore nel letto mentre dormono insieme (no, niente sesso), papà che lascia mamma per la migliore amica di famiglia (poi viene scaricato e procede ad andare a letto con un alto numero di altre donne, mentre mamma si fa mangiare quasi tutto il patrimonio da altri due mariti), una dipendenza da alcool e droghe con molte ricadute, un marito dolce ma disastroso e uno che molla la nostra eroina (con prole) per un uomo, una malattia mentale con annessi elettroshock. E cose così.

Non dovrebbe essere divertente. Soprattutto considerato che è tutto vero. Eppure ridi.

L’ha scritto quella signora che trentadue anni fa si è trovata con l’acconciatura più improbabile della Storia del cinema, e da lì ad materiale di autoerotismo per metà dei giovani, e la quasi totalità dei nerd, d’Occidente.

Si chiama Wishful Drinking.

C’è anche una serie di splendide (e, di nuovo, molto divertenti) descrizioni di cosa voglia dire avere la testa di una bipolare, “dall’interno”. Nel caso vi interessi la materia.

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