Dopo tre mesi di osservazione, penso di poter dire che la seccatura bipolare manca completamente di regolarità nei suoi episodi. Il che, unito alla rapidità dei cicli, rende ogni progetto un terno al lotto.
Un esempio: oggi ho trottato tutto il pomeriggio dalle due alle otto. Se non bella felice, almeno bella efficiente.
Ma tra la scorsa settimana e questa ho passato alcuni giorni non riuscendo ad alzarmi dal letto. Troppo rimbambita anche per fare una spesa online. Facendo fatica persino a leggere TvTropes. Facendo fatica anche a restare sveglia, a dirla tutta.
Dovrò rassegnarmi al fatto che “avere una disability” mi rende meno capace di fare delle cose come la maggior parte degli altri, vero?
A proposito: TvTropes è una droga. No, non mi sono ancora iscritta. Sì, ho pensato di farlo per aggiungere un paio di cose. Che andavano da Tancredi e Clorinda a Doctor Who passando per Gilda.
Varie ed eventuali:
L’ha già linkato mezzo mondo: filate a leggere quel che spiega Tupaia (detta anche Mrs Inminoranza) sull’influenza maiala.
E Violetta ha iniziato una serie che pare promettente.

Non avete ancora letto "Sono io che me ne vado"? Leggetelo!
Per avere un Holter non urgente ho dovuto aspettare poco più di tre settimane. E me lo tolgono di sabato. Ah, questa orribile sanità inglese.
Ovviamente saranno le 24 ore nell’anno in cui non avrò un battito fuori posto.
Mi hanno fatto i complimenti per come leggo in inglese. “Leggo” ad alta voce, si intende. Non nego che mi abbia ringalluzzito alquanto.
Leggere (per i fatti miei, invece) in parallelo Nineteen Eighty-four e V for Vendetta è interessante. Peccato non faccia bene ai miei ritmi circadiani - e non sono ancora entrata al Miniluv.
La dittatura perfetta come dittatura del “tu sei”. Si parva licet, mi viene in mente da pensare ai casi miei. Quel (peraltro delizioso) signore che “ma sei italiana, non puoi essere protestante!” O la presunzione che la qui presente non possa che essere eterosessuale.
A proposito: ho rivisto Strangers on a train, per la prima volta da quando ero una ragazzina. Rimango basita da come pressoché tutti i film che sapevo pressoché a memoria nella mia adolescenza si possano trovare a proprio agio in un programma di queer cinema. Soprattutto perché a quindici anni (ma pure a diciassette) non me ne accorgevo nemmeno lontanamente.
Last but not least: mio marito è un uomo meraviglioso. Lo dico troppo poco spesso.
(No, amore, non lo dico per convincerti a prendere in casa un micetto, anche se sai che sarebbe tanto carino.)