Aug
29
2009
38

Making History.

Making History, romanzo di Stephen Fry1.

Genere: fantascienza/Storia2 alternativa/mondi paralleli/riflessioni sul cinema e sull’arte e sulla scienza/e c’è pure la storia d’Amore.

E’ una delizia.

  1. di cui mia mamma si è innamorata vedendo Bones. []
  2. credo che gli appassionati di Storia possano godersela veramente molto, soprattutto quelli che ne sanno di Storia del nazismo. Sì, sto parlando con voi tre. []
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Aug
13
2009
8

Life on Mars.

Dopo tre mesi di osservazione, penso di poter dire che la seccatura bipolare manca completamente di regolarità nei suoi episodi. Il che, unito alla rapidità dei cicli, rende ogni progetto un terno al lotto.

Un esempio: oggi ho trottato tutto il pomeriggio dalle due alle otto. Se non bella felice, almeno bella efficiente.

Ma tra la scorsa settimana e questa ho passato alcuni giorni non riuscendo ad alzarmi dal letto. Troppo rimbambita anche per fare una spesa online1. Facendo fatica persino a leggere TvTropes. Facendo fatica anche a restare sveglia, a dirla tutta.

Dovrò rassegnarmi al fatto che “avere una disability” mi rende meno capace di fare delle cose come la maggior parte degli altri, vero?

A proposito: TvTropes è una droga. No, non mi sono ancora iscritta. Sì, ho pensato di farlo per aggiungere un paio di cose. Che andavano da Tancredi e Clorinda a Doctor Who2 passando per Gilda.

Varie ed eventuali:

L’ha già linkato mezzo mondo: filate a leggere quel che spiega Tupaia (detta anche Mrs Inminoranza) sull’influenza maiala.

E Violetta ha iniziato una serie che pare promettente.

Non avete ancora letto Sono io che me ne vado? Leggetelo!

Non avete ancora letto "Sono io che me ne vado"? Leggetelo!

Per avere un Holter non urgente ho dovuto aspettare poco più di tre settimane. E me lo tolgono di sabato3. Ah, questa orribile sanità inglese.

Ovviamente saranno le 24 ore nell’anno in cui non avrò un battito fuori posto.

Mi hanno fatto i complimenti per come leggo in inglese. “Leggo” ad alta voce, si intende. Non nego che mi abbia ringalluzzito alquanto.

Leggere (per i fatti miei, invece) in parallelo Nineteen Eighty-four e V for Vendetta è interessante. Peccato non faccia bene ai miei ritmi circadiani - e non sono ancora entrata al Miniluv.

La dittatura perfetta come dittatura del “tu sei”. Si parva licet, mi viene in mente da pensare ai casi miei. Quel (peraltro delizioso) signore che “ma sei italiana, non puoi essere protestante!”4 O la presunzione che la qui presente non possa che essere eterosessuale56.

A proposito: ho rivisto Strangers on a train, per la prima volta da quando ero una ragazzina. Rimango basita da come pressoché tutti i film che sapevo pressoché a memoria nella mia adolescenza si possano trovare a proprio agio in un programma di queer cinema. Soprattutto perché a quindici anni (ma pure a diciassette) non me ne accorgevo nemmeno lontanamente.

Last but not least: mio marito è un uomo meraviglioso. Lo dico troppo poco spesso.

(No, amore, non lo dico per convincerti a prendere in casa un micetto, anche se sai che sarebbe tanto carino.)

  1. quando ti capita di essere bloccata a letto più di quanto vorresti ti trovi una serie di faccende utili che puoi sbrigare dal letto: la spesa online è una di queste. []
  2. il Crowning Moment of Awesome di Martha Jones è dare un due di picche al Dottore, non solo salvare il pianeta. []
  3. mattina, alle 9, a Bromley. Non si può avere tutto dalla vita. []
  4. tecnicamente, è vero che sono ancora registrata come appartenente alla Chiesa Cattolica, nonostante una scomunica latae sententiae partita in automatico il 30 maggio 2004. Se questa storia non rientra subito penso che il mio ecumenismo avrà la peggio. Ma guarda te se la mia religiosità di minoranza deve essere più rispettata in una mezza teocrazia che non in uno Stato laico… []
  5. no, anche prima che mi sposassi. E comunque, anche da sposata: bi-ses-sua-li-tà. Cinque sillabe son troppe da capire? Dobbiamo affrontare la storia che “non esistono e quelli che esistono son tutti dei farfalloni amorosi che vanno di letto in letto conquistando tutto quel che respira”? Ché se questa storia del “di letto in letto” è vera qualcuno mi deve un rimborso per la mia adolescenza, grazie. []
  6. basta incontrarmi tre volte per capire che sono piuttosto femminile, ma ho un certo penchant per i panciotti - con o senza orologio ma con è meglio - per le camicie da uomo, e mi trucco poco. Corollario: ci son giorni che mando fuori scala qualunque gaydar. Suvvìa. []
Jul
02
2009
1

Ma quando hanno fatto lei hanno rotto lo stampo.

Il libro di Violetta è alla seconda ristampa. Festeggiamo, e di nuovo invitiamo chiunque passi di qui a leggerlo - no, non solo perché è un’amica da quasi due terzi della mia vita.

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Jun
13
2009
6

Wishful drinking.

Ho appena letto un libro - beh, è la trascrizione di uno spettacolo tetrale - che fa ridere. Molto.

C’è il migliore amico della protagonista che le muore nel letto mentre dormono insieme (no, niente sesso), papà che lascia mamma per la migliore amica di famiglia (poi viene scaricato e procede ad andare a letto con un alto numero di altre donne, mentre mamma si fa mangiare quasi tutto il patrimonio da altri due mariti), una dipendenza da alcool e droghe con molte ricadute, un marito dolce ma disastroso e uno che molla la nostra eroina (con prole) per un uomo, una malattia mentale con annessi elettroshock. E cose così.

Non dovrebbe essere divertente. Soprattutto considerato che è tutto vero. Eppure ridi.

L’ha scritto quella signora che trentadue anni fa si è trovata con l’acconciatura più improbabile della Storia del cinema, e da lì ad materiale di autoerotismo per metà dei giovani, e la quasi totalità dei nerd, d’Occidente.

Si chiama Wishful Drinking.

C’è anche una serie di splendide (e, di nuovo, molto divertenti) descrizioni di cosa voglia dire avere la testa di una bipolare, “dall’interno”. Nel caso vi interessi la materia.

May
12
2009
0

Non volevo lasciarlo andare.

Arrivato a casa alle undici e mezza di ieri mattina.

Iniziato all’una di pomeriggio meno qualcosa.

Finito alle quattro di notte.

Al lordo, fan quindici ore.

Al netto di: andare in ospedale (esame del sangue e radiografia, mezz’ora scarsa senza appuntamento); vedere un’opera (Lohengrin, quattro ore e mezza senza intervalli); mangiare una merendapranzocena (cinese-ma-noi-siamo-del-nordest-non-cantonesi, non male); fare due chiacchiere con il Teutonico Oggettivista; avere un attacco di panico (quattro ore di sonno la notte prima, mi si prospettavano le quattro ore e mezza di Riccardo W., triplo caffe’ delle cinque sopra l’Earl Grey delle tre e mezza: non una buona idea); rassegna stampa e blog serale: non so.

Anche perche’ negli intervalli del Lohengrin leggevo, e ancora un po’ e leggevo mentre mi facevano la radiografia, e tra un boccone e l’altro di noodles - indovinato! - divoravo anche pagine.

Mi e’ piaciuto, avrete intuito.

Non vi voglio rovinare la sorpresa di quel che c’e’ dentro; anche se c’e’ dentro tanto, ci sono personaggi - soprattutto ragazze e donne, e che ragazze e donne!; ci sono luoghi; succedono cose. E quel che c’e’ ha dietro un lavoro di ricerca, di conoscenza dei luoghi fisici e mentali, e anche dei dettagli. Pur non essendo autobiografico: eppure ci credi.

Sulla musica non mi pronuncio - sono sempre stata una capra per quanto riguarda la musica che piace a Violetta. Mi dicono che se ne sapete appena vale il libro.

Ma la quasi-battuta su “le Dodici Querce” e’ troppo bella per lasciarla passare inosservata.

E a condire il tutto, quell’amoralita’: incantevole. Non compiaciuta. Solo realistica. Quasi morale.

Insomma: leggete e fate leggere. Ve ne viene anche in tasca qualcosa.

May
12
2009
5

We love you, Dick.

Ieri era il compleanno di Richard Phillips, detto anche Dick, Feynman.

Nella foto qui accanto e’ con la sorella, che anche grazie a lui diventera’ un’ingegnere aereospaziale. Nonostante il padre avesse delle idee piuttosto chiare sul fatto che le donne non fossero portate per le scienze: Joan finira’ al Jet Propulsion Lab.

Dick, invece… beh, finira’ ovunque.

Ad amare una donna che sta morendo di un amore assolutamente pieno di vita. A costruire una bomba atomica. A scassinare serrature. A pentirsene. A guardare un piatto che gira in una cafeteria. A guardare donne, a sposarne altre due. A fare uso di LSD. A smettere di bere. A provare l’esaltazione della scoperta (e la seccatura di una vicina esattamente mentre sta scoprendo). A disegnare le prostitute di Pasadena (e vendere i quadri con la collaborazione della moglie). A insegnare, meravigliosamente. A suonare i bonghi. A vincere un Nobel, grazie a quel piatto. A spiegare perche’ il Challenger e’ esploso. Ad andare in Giappone in un luogo perso nel nulla.

I Rudi Mathematici hanno scritto di un pezzetto della sua storia. Una storia di amore, intelligenza, e tangenzialmente anche di spionaggio.

Andate a leggere, commuovetevi come e’ inevitabile se avete un cuore, se poi vi piace compratevi i libri: Surely you’re joking, Mr Feynman! e What do you care of what other people think?

Meditate sulla relazione sul disastro del Challenger. Sul perche’ il mito dei risultati a tutti i costi uccide.

Leggete che significa cargo cult science. L’ha inventato lui il termine - il discorso lo trovate online, basta Google. E’ una delle cose piu’ giuste che io abbia mai letto.

E poi passate a The meaning of it all - il pezzo su This unscientific age e’ valido ancora oggi.

E, insomma, innamoratevi.

The highest forms of understanding we can achieve are laughter and human compassion. (R.P.Feynman)

(Qui una bella serie di foto, per tutte voi groupie di Dick Feynman.)

Apr
26
2009
4

Non vedo l’ora di averlo tra le zampe.

Sono io che me ne vado, di Violetta Bellocchio.

Solo la copertina val la pena di averla in casa. Poi ho l’onore di leggere quel che scrive da almeno tre lustri e non ho intenzione di smettere. E tutto questo senza contare che e’ un essere umano che ammiro infinitamente per un numero aleph-con-omega di ragioni.

Filate a comprarlo dopodomani.

Mar
27
2009
3

Dovrei studiare, ma

  1. Ho iniziato The Indian Clerk di David Leavitt. L’impiegato del titolo è lui, e la storia è raccontata dal punto di vista di Hardy. Meno matematica che in The Man Who Knew Too Much (per ora: ma ci sono n pagine di bibliografia e si vede che Leavitt ha fatto i suoi compiti), più vicende gay che in The Man… (e ci mancherebbe: quello di Hardy per Ramanujan è probabilmente l’amore romantico più travolgente della storia della matematica - ora che ci penso, non me ne vengono in mente altri, e se ne avete per le mani raccontateli nei commenti). Grazie di nuovo a Paolo per il consiglio. [In tutto questo: i corsi per i cui esami devo studiare si sono svolti per la maggior parte in una saletta chiamata Hardy Room. C'era una foto - appesa sul muro ad un angolo con le fonti di luce tale da rendere impossibile il fotografarla, sorry - della squadra di cricket "Hardy's Mathematicians vs Rest of the World". Epici.]
  2. Battlestar Galactica è finito. Ci mancherà. Ci mancheranno soprattutto le sue donne. Che [segue qualche spoiler] hanno pilotato astronavi da guerra, guidato la sopravvivenza della razza umana, pianificato il genocidio della razza umana, creato la razza umana e qualcun altra; hanno imprecato (un bel po’, come si evince dal video linkato pocanzi), sparato (idem), ucciso, curato ferite; hanno sedotto (uomini e donne), fatto sesso (come sopra), avuto figli, mariti, amanti, posizioni di potere; hanno lottato per rovesciare il potere, tradito, pianto, riso, letto libri; sono morte e sono nate e sono sempre esistite. Sempre così alla pari con i maschi da non doverlo nemmeno dire.
  3. Per quel bel figliolo di Jamie Bamber c’è sempre Law and Order: UK. Che in più ha Freema Agyeman (hai detto poco, Martha Jones in tenuta da barrister), e Londra. Non esattamente una serie profonda, ma un piacevole tre quarti d’ora.
  4. Per trovare ragazze in gamba su uno schermo ci rivolgeremo a Dollhouse - abbiamo lì gli episodi, ma abbiamo solo visto il primo. Eliza Dushku è sempre una delizia; per il resto sappiamo che Joss Whedon carbura con calma (le recensioni dicono che dal sesto episodio in poi inizia il vero divertimento).
  5. A proposito di Joss Whedon, prosegue la maratona “ci rivediamo tutto Buffy e tutto Angel“. Ok, saltando Inca Mummy Girl e Beer Bad (e un paio di altri episodi), perché siamo geek ma non masochisti.
  6. Maratona che prendiamo con calma (siamo diventati quasi-maturi e quasi-non-così-ossessivi, evidentemente): stasera abbiamo finalmente visto Futurama: Into the Wild Green Yonder. Non all’altezza del miglior Futurama, ma questo non gli impedisce di essere spendido. Anche Fry, Leela e Bender ci mancheranno. (Soprattutto Leela e Bender, ovviamente.) (Soprattutto Bender in Put Your Head on My Shoulder quando fa la pimp-walk.)
  7. L’altroieri sera, invece, il marito ha molto apprezzato The Celluloid Closet. Io me lo sono gustato come se fosse la prima volta (sarà stata la decima) e mi ha fatto venir voglia di (ri)vedere un po’ di vecchi film - non sono del tutto convinta che la governante di Rebecca sia lesbica, e sì che ho visto il film almeno venti volte. (D’altra parte ci ho messo il mio bel tempo a capire che la vera tensione erotica di Gilda non coinvolgeva Rita Hayworth. Va bene, ero distratta - appunto - da Rita Hayworth.)
  8. Devo trascinare il marito a vedere Gran Torino.
  9. Non che mi sia dispiaciuto vedere e rivedere Watchmen, anzi. E da qualche parte, prima o poi, lo devo scrivere: Watchmen passa il Bechdel Test. (Madre e figlia parlano della Tijuana Bible.)
  10. Che altro? Certo! Ministry of Space, ossia “se la corsa allo spazio fosse stata guidata dagli uomini di Sua Maestà Britannica”. Fantascienza inglese, quindi spensierato come un giorno di diluvio universale - ma con una levità tutta sua. L’ultima tavola è da standing ovation.
  11. E non ho nemmeno fatto un post per l’Ada Lovelace Day. Avrei dovuto iniziare da Susan Calvin, e poi non avrei finito più.
Mar
21
2009
1

Barbados, esami, primavera, simplessi, té, e schermi.

[Un post polimorfo.]

Sono quasi andata alle Barbados. Ieri sera la collega (la chiamerò la Deliziosa Teutonica) mi ha detto che lei non sarebbe andata al MegaConvegnoStraFigo (dove c’è anche - indovinato? - il Genio Greco) causa salute traballante, e poi: “Vuoi andarci tu? Prendi l’aereo domenica al mio posto, tanto è tutto pagato.” Ma, ahimé, non si poteva cambiare il nome sui biglietti aerei, quindi niente.

Ne guadagnerà la mia preparazione per gli esami, che sono:

  1. quattro
  2. tosti
  3. tra un mese esatto
  4. giusto nel periodo in cui vengono a trovarci suoceri, genero, e fidanzata del genero.

Ah, devo anche decidere quali quattro esami fare dei sei corsi che ho seguito. Considerato che

  1. processi stocastici è di un difficile che stronca (a meno che tu non stia facendo un dottorato in probabilità)
  2. di un altro corso non sono più disponibili le dispense online (per fortuna ho stampato la vecchia versione - ora devo solo ritrovarla), e non sono mai stati disponibili mock exam
  3. un terzo corso era in probabilità, e incomprensibile per il dottorando in probabilità

sarà una scelta interessante.

(Sì, i corsi erano in larga proporzione di probabilità. Il che dà un lieeeeeve vantaggio agli studenti del campo. E un lieeeeve svantaggio a quelli che, come la qui presente, sanno giusto le basi della materia.)

Ma non tutto è grigio! Anzi.

La primavera è bellissima - il cielo è stato azzurro tutta la settimana, il clima tiepido, le giornate sempre più lunghe (uno dei motivi per cui vivere a Nord mi piace: d’inverno tanto non esci, d’estate in compenso hai luce fino a tardi).

Sto riuscendo a leggere articoli e pensare. Bei simplessi che si rigirano con dei bei nomi per i loro vertici. Generalizzazioni. Connessioni da trovare. Ah, devo inventare una definizione, il che mi fa sentire potente.

(Stacco, Robin Hood di Disney, il Principe Giovanni che dice “Questa corona mi dà il senso del potere! potere! potere! Permettimi una lieve sghignazzata, Biss - potere….”)

(Come, non ditemi che sono la sola a sapere a memoria Robin Hood di Disney.)

(Ovviamente, ora dovrò smettere con gli articoli per preparare gli esami. Un accidente sale spontaneo.)

Oggi sono stata al mio primo té inglese in una casa inglese con signori inglesi. Effetti collaterali del frequentare una chiesa accogliente. Ho mangiato un pane alla melassa (credo) spalmato di burro salato che era una delizia dei sensi, scoperto le meraviglie della rete dei canali britannici (se qualcuno vuole farci un giro in narrowboat, ora so di conoscere qualcuno che ne organizza), e ascoltato alcuni interessanti aneddoti sui retroscena di Trooping the Colour.

Lunedì con il marito torniamo a vedere Watchmen all’Imax, che non è bello quanto il libro (yaaaawwwn) ma è un gran bel film. E questa volta devo vedere se riconosco in Night Owl il mormone di Angels in America.

(Se non avete mai visto Angels in America, vedetelo.)

Per finire: consigli su un netbook? Lo schermo del mio portatile ha deciso di essere creativo e abbellirsi di una macchia nera e di alcune righe bianche, e la faccenda non mi piace affatto….

Mar
07
2009
4

Non capire (per sentirsi più intelligenti).

Ok, il film potrebbe essere orribile, percarità[1]. Ma pensare di essere molto intelligente scrivendo del film tratto da Watchmen

Nite Owl, who keeps his old superhero outfit, rubbery and sharp-eared, locked away in his basement, presumably for fear of being sued for plagiarism by Bruce Wayne

è alla pari del pensare che denoti una superiore sensibilità artistica il lamentarsi che in un adattamento cinematografico (o televisivo, o fate voi) di Guerra e Pace Pierre Bezuchov non è in controllo del proprio destino.

(Non avete letto Guerra e Pace o Watchmen? Leggeteli, diamine! Dico sul serio, son proprio belli!)

(Per quelli che “ossignore, sta dicendo che un fumetto è rilevante quanto Guerra e Pace?”: non so. Forse. So che è il primo esempio che mi è venuto in mente [2].)

(Sul tema: Elisabeth Rappe, via Kekkoz, non si capacita di come ci sia gente che (a) si vanta di non capire [3] (b) ancora si aspetta che i fumetti siano allegre storielle da ragazzini. Se non altro perché sono cresciuta in mezzo a tavole di Crepax[4], mi associo.)

[1] Spero di no, ho già preso i biglietti per l’IMAX.
[2] Essendo probabilmente il mio libro preferito, non mi stupisce.
[3] Questa mi è sempre sembrata la cosa più idiota dell’universo. Non capisci? Capita: ma vantarsene è la cosa di peggior gusto che tu possa fare. C’è gente che si sforza per capire quel che non sa, attività tra le più nobili che un essere umano possa intraprendere[3.1]: vantandoti di non capire li insulti.
[3.1] Ho appena finito di vedere Milk[3.1.1], e sono lirico-impegnata.
[3.1.1] Vedetelo. Subito.
[4] Sono cresciuta assolutamente candida, ingenua (credo di aver scoperto l’esistenza del sesso orale intorno ai diciassette anni, e approssimo per difetto, per dire), e con un nudo integrale in bella mostra nel salotto di casa. E anche imparando a memoria buona parte del Don Giovanni prima dei sei anni, ma questa è un’altra storia.

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