Dec
02
2009
10

Father & Son.

Non sto scrivendo in parte perché tra casa (sarà durissima) e articolo ho fin troppo per le mani, in parte perché l’Augusto Genitore mi ha coinvolta in una corrispondenza fitta scatenata dalla ormai famigerata lettera di Celli a Repubblica.

A proposito della quale penso che tutto sia detto dalla “rispostina” di Leonardo (per la parte goliardica) e dal fatto che i padri e le madri, nel dibattito su Repubblica (che è a livello del peggio “have your say” della BBC), sembrano occupare tanto quanto o più spazio dei figli (per la parte tragica).

Ma, in tutto questo, un dubbio.

Ma il figlio di Celli, in tutto ’sto ambaradan, è stato almeno consultato da papà prima che la lettera venisse spedita a Repubblica?

No, perché son traumi…

(Se volete parlare della lettera e delle reazioni nei commenti siete i benvenuti, eh.)

Nov
08
2009
9

Abbiamo visto il contratto!

E abbiamo visto

  1. il nome del marito sbagliato (diventa un’eroina del softcore),1
  2. il mio nome incompleto (manca il terzo nome),
  3. il prezzo della casa più alto di 5000 sterline.

Altra settimana, altro giro, altra bambolina.

(Sperando che per faccende più serie e non controllabili da noi la solicitor abbia fatto più attenzione.)

  1. inutile, gli anglofoni con i nomi stranieri hanno proprio qualche problema. Per dire: sul registro della chiesa io sono Marte. []
Oct
09
2009
3

Valigie.

Mia madre fa un corso di inglese con altre nove persone.

Cinque hanno lo sconto anziani al cinema.

Le altre quattro persone sono laureandi in un’università tutt’altro che disprezzabile e in materia piuttosto spendibile (e non si erano incontrati prima, i casi della vita). Fanno il corso perché - come da copione - dall’anno prossimo lavoreranno all’estero.

Mia madre, che ha1 lo sconto al cinema e dall’anno prossimo sarà all’estero, non sapeva se essere stupita o incavolata.

  1. anche se a vederla non si direbbe. []
Aug
05
2009
10

Tutta la vita davanti, ma nemmeno un neurone nel cranio.

Gli impiegati del call centre della T-Mobile non capiscono lo spelling di “Marta” fatto con l’alfabeto fonetico NATO. Non lo capiscono nemmeno come “Martha ma senza la ‘h’”.

(Quindici minuti di telefonata. Quindici. Per nulla.)

Aggiornamento: In compenso i commessi del negozio di 110 Oxford Street sono splendidi. Se dovete prendere un cellulare inglese a Londra lo consiglio vivamente.

Jul
10
2009
12

Stasera tendo a pensare che la fantascienza inglese sia il genere più cupo della storia della narrazione.

Tendo anche a pensare che mi piaccia tantissimo.

Insomma [hic sunt spoiler]: Torchwood: Children of Earth è finito. Malissimo. Gli eroi lasciano intorno a sé la distruzione e l’infelicità, anche e soprattutto di quanto hanno di più caro. Gli everyman quando va bene conservano la dignità - se ce l’hanno, quel poco che hanno - ma non possono far nulla o quasi; quando va male sono strumenti infernali nelle mani del Potere. E per un malvagio che paga c’è qualcuno altrettanto spietato pronto a prenderne il posto. Non c’è via di scampo, insomma - al più la fuga, o il minimo raggio di sole inaspettato e imprevisto, che pure viene accompagnato dal terrore di far nascere un altro essere umano in questo paesaggio desolato.

Bellissimo, comunque. Persino John Barrowman recitava più che usare il suo solito far lo splendido (non che ci si lamenti, beninteso: anche John Barrowman in bretelle e cappotto della RAF che legge le pagine gialle secondo me venderebbe più di qualche biglietto): ovviamente manda un paio di occhiate delle sue: ma sono tragiche o lo diventano, questa volta.

Adesso vogliamo la quarta stagione. Anche se sarà difficilissimo eguagliare qualcosa come questo.

Jun
26
2009
2

CorSun.

Complimenti per la finezza al Corrierone che sbatte in cima alla homepage il primo piano di Michael Jackson portato via in barella verso l’ospedale dove ne dichiareranno il decesso.

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